Tag Archive 'Sogno'

Apr 22 2009

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smith

Ancora un sogno

Filed under Meditazione,Sogno

Ognuno ha il suo destino. Il vostro è quello di sopportarmi…

Ho fatto un sogno bellissimo.

Incontravo delle persone che venivano da un altro pianeta. Che bello un altro pianeta, vorrei andare… e loro mi portano. Me e altri amici. Mi fanno sedere su una poltrona e mi fanno addormentare… e inizio a viaggiare in un tubo di energia, il corpo completamente abbandonato. (Mentre facevo il sogno, mia figlia mi ha chiamato, ma io ho continuato a viaggiare nel tubo e ho davvvero sentito il mio corpo abbandonato che sfilava via).

Quando mi sveglio sono ad anni luce dalla terra. Un posto molto simile a casa. Ma molto più triste. Senza colori, con le facce un po’ annoiate, tutti vestiti uguali, anche i giochi per i bambini erano senza colore e a vederli noiosi. Vado nei negozi. Frutta bellissima, ma insapore. Incontro degli altri terrestri, li riconosco, e sento che parlottano fra loro. Dicono: dobbiamo trovare il modo di tornare. Questo posto non è così bello come ci era sembrato.

Sono persone che conosco davvero. Vivono in un posto che mi era sembrato una ottima meta per la fuga.

E’ inutile che rincorro luoghi. Quello che qui sembra bello, visto da vicino è come lo rappresento.

E il posto da dove provengo è il più bello di tutti, se questo posto è me stessa.

Non ho bisogno di rincorrere luoghi. Ho tutto con me.

Ho solo tanto da scoprire e da imparare. Da donare e ricevere.

Tanto cammino da fare. Verso casa. Verso il posto più bello che esiste. Verso me stessa.

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Jan 15 2009

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Mia figlia

Filed under Sogno,Vita

Eccomi di nuovo ad ammorbarvi con le mie storie.

Mia figlia ha 5 anni. E’ uno splendore, una bambina vivace sveglia chiacchierona (chissa di chi avrà preso ;) ).

Ed essendo una femmina abbiamo già iniziato la nostra battaglia madre figlia. Chi di noi ha l’ultima parola, chi ha ragione, chi grida di più a volte… e quando la sgrido perchè magari sono solo stanca mi viene da pensare che non sono una brava madre, che non sono capace, che forse…

Stanotte ho fatto un sogno che sento il bisogno di raccontarvi.

Ero con mia figlia in macchina, stavamo andando a comprare la spada :) . Mi ritrovo al parcheggio della stazione Ostiense e devo cercare un posto possibilmente non a pagamento. Lascio mia figlia in macchina a fianco ad un negozio, le dico “aspettami qua un momento amore torno subito” e vado a piedi a cercare sto parcheggio.

Attraverso corridoi, strade, posti strani, mi ritrovo arrampicata fuori da dei balconi senza ringhiera ad un’altezza assurda… solo che il posto dove metto i piedi è molto instabile e io ho paura di cadere di sotto, cerco appigli con le mani e sono quasi tutti instabili. Quelli sicuri li devo lasciare se voglio andare avanti, così continuo ad andare avanti ad ogni costo anche rischiando: devo tornare da mia figlia. Ad un certo punto mi accorgo che non sono più così in alto, un bel salto e mi allontano da tutta quella instabilità.

Ma è tardi mia figlia mi aspetta. Inizio a correre come una forsennata e finalmente arrivo dove l’ho lasciata.

La macchina con mia figlia non c’è più! Il cuore mi si ferma. Chiedo alla signora del negozio se ha visto una bambina nella macchina rossa, lei sorride e mi fa cenno di guardare dall’altra parte della strada. Hanno spostato la macchina per metterla all’ombra.

Il cuore ricomincia a battere. Vado, mia figlia mi vede si affaccia sorride e mi dice: “allora mamma adesso possiamo andare?”

 

Quando conoscerete mia figlia guardatela bene, sotto la maglietta nasconde le sue ali da angelo :)

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Oct 17 2008

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raksati

La potenza dei sogni

Filed under Messaggio,Sogno

Mi sono svegliato adesso, sto ancora ansimando tanta è stata la sorpresa. Mi sono accorto si essere nel sogno verso la fine e quando l’ho capito tutto ha quadrato… tutto mi è stato lampante… tutte quelle connessioni che mancavano.

Iniziamo col dire che non era un incubo. Non faccio incubi da più di otto anni oramai… eh eh eh non dirò neanche da quando ma chi mi conosce bene sa.

Come ogni sogno che si rispetti è ambientato in una casa, in un appartamento, in cui ho passato parte della mia infanzia. A Caserta, da una mia carissima Zia e Zio e cuginetti.
Stavamo preparandoci per andare in palestra, eravamo tutti, dirò qualche nome, ma eravamo proprio tutti a prepararci, io, Jack, Paolo, Cate, Andrea, Manu, Bibi, Orazio, Frodo, Pieghetta, Rick, Pg, Smith, Manuela, Costanza, Giulia, Barbara, Lucy, Federico, Centauro, Riccardone, Leo, Alessandrino, Guf Olivetta, Elly, Corrado, Marcello, Emanuela, Nr, Martina, Francesca, Pietro, Peppole, Silvia, Benedetta, Zio Giova, Adriano, Emanuela … vabbè ragazzi non posso scrivere tutti e 150 nomi… eravamo TUTTI. Chi prendeva l’accappatoio, chi chiedeva se qualcuno aveva preso lo sciampo, chi la giacca del TaoFu… era stupendo averVi tutti lì, un meraviglioso caos, tutti assieme. I miei Zii erano in cucina e che chiacchieravano amabilmente come sempre. E’ un’immagine che si ripete dall’infanzia… è una costante con cui sono cresciuto. Mentre stiamo facendo tutti i preparativi ecco che suona la porta. Vado ad aprire io, anche se come al solito non sono pronto, sarò in ritardo… lo sento che sarà così… ma non me ne preoccupo più, alla porta c’è Mamma, con due amiche. La saluto come al solito, un po’ velocemente perché sono proprio in ritardo. Poi Mamma dice che deve parlare con qualcuno e la vedo che è un’anima in pena. Io vado di là e mi vado a preparare. Preparandomi scherzo e gioco e mi trovo fuori la porta di casa giocando con i bastoni con qualcuno di voi. Ma molti mancano e quindi rientro per capire cosa stanno facendo visto che erano già pronti.
Vi trovo tutti in cerchio, nessuno in mezzo, ma sono tutti in silenzio, Mamma è su un lato del cerchio e piange e c’è un posto accanto a Lei, dove vado a sedermi io. Allora le chiedo perché è così triste e lei mi risponde che è triste perché una persona Carissima non c’è più. E lei non sa come fare. L’abbraccio forte. Ed improvvisamente mi rendo conto. Mi rendo conto che è un sogno perché mi ricordo chi è la persona che non c’è più. E non riesco a farla smettere di piangere, ma so che è un sogno, e sento la vicinanza di tutti i miei Amici. Li sento come se fossi loro. Non parlano ma non servono le parole. (Cioé, ogni tanto fanno molto piacere eh! Ma non servono in quel frangente.) C’è una figura sullo sfondo, fuori dal cerchio, che cambia spesso forma. Non so chi sia, vorrei chiederglielo ma non lo faccio. Io non so che fare perché il peso di Mamma è completamente abbandonato sul mio corpo… Mi giro intorno e siete tutti lì, tutti i vostri splendidi occhi che non mi osservano solo che sono preoccupati e non capisco il perché… io lo so che è un sogno… so che potrei fare ciò che desidero… ma è questo il punto non so cosa desidero e quindi tutto si ferma… in attesa.
E’ una sensazione che le parole (in più vi sto scrivendo adesso appena mi sono svegliato perché non potevo attendere, ho ancora tutte le sensazioni che impazzano) non riescono assolutamente ad esprimere.
L’unica cosa, oltre a quella sensazione di totale attesa, sono i capelli neri, ricci e voluminosi di Mamma che sono premuti sulla mia guancia.
Mi spiace non potervi raccontare il resto… dopo un po’ ho preso la decisione di uscire dal sogno… non sapevo cosa fare… quando anche hai tutto il potere e non riesci ad esercitarlo perché ci sono quelle barriere dentro… e le ho sentite una ad una dentro… tutte quelle cazzo di barriere… ora le sto già dimenticando… ma loro sono là e ora io ne sono proprio cosciente.
Uscito dal sogno qualche concetto sparso mi ha colpito come una mazzaroccata nello stomaco (ma ne sono molto molto felice)… mica avevo notato quanto la mia Zia, in questi mesi, sia stata sempre presente! Telefonate, messaggini, squilletti, visite a casa di Formello a sorpresa… UAO! Zia! Grazie! Ed è per questo che tutto questo meraviglioso sogno si è svolto a casa sua. La seconda cosa è capire in che modo sono legato ai miei Amici. A quelle persone con cui condivido qualcosa che è di più di una passione. Un’altra è che probabilmente il mio io profondo non ha ancora accettato che Mamma sia morta.
Sapete che questa è la prima volta che la sogno da quando se ne è andata? E sono felicissimo di aver sognato Mamma con tutti Voi.
Poi certo ci sono anche quelle scoperte meno felici, le barriere, i sensi di colpa che provo perché scappavo in palestra per non vederla soffrire, la consapevolezza di non essere per nulla coraggioso perchè non sono rimasto con Lei tutto il tempo, la paura che la palestra sia solo una fuga dalla realtà e non La passione che sento e non sento, la paura che si agita (nel profondo dell’anima) della solitudine, dell’inadeguatezza delle mie capacità, la colpa di tutto quello che ho fatto passare a chi amavo in questo lungo periodo, la sofferenza causata per il mio lento sentire, per il mio lento comprendere…
… Ma queste sono solo delle cose che, finalmente, emergono nella parte cosciente e con cui, finalmente, posso farci i conti guardandole in faccia e non scorgendole da dietro un angolo di una strada per paura che mi vedano.

Oh mio dio quando ho scritto… sorry… è stata un po’ come una scuolanonscuola… e sarà piena di errori… ma adesso non la rileggo. Ve la consegno così, come l’avrei raccontata (più o meno) stando in quel cerchio che tanta energia e tanta esperienza fa fluire tra tutti noi.

Un abbraccio e un saluto dal più profondo del mio cuore.
Rak

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Apr 10 2008

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ziogiova

Un sogno per tutti

Filed under Sogno

Ciao ragazzi,

lunedì notte ho sognato Fabio Romano, il suo volto luminoso era davanti al mio, occhi negli occhi…
Il suo sorriso era più acceso che mai… Rideva senza distogliere lo sguardo…
Un invito per tutti noi a essere nella gioia e nella leggerezza…
Grazie Fabio!

Giovanni

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Jan 08 2008

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smith

Sogno d’estate

Filed under Sogno

Oggi vi voglio raccontare un sogno…

Ultimamente sogno moltissimo, le cose più disparate e sogno moltissimo la scuolanoscuola (una volta ho sognato Pg che cucinava gnocchi per tutti!!!).

Questo sogno l’ho fatto questa estate subito dopo l’ultima lezione di taiji e la cena a Martignano…

Sono su una scalinata alta alta che porta ad un bellissimo prato, il mio compagno (a luglio ancora era così) è accanto a me e persone conosciute sono sedute ai bordi della scalinata.

Io indosso un vestito estivo molto bello, che possiedo realmente, con una gonna lunga fino alle caviglie e molto ampio che quando c’è una piccola folata di vento la gonna vola da tutte le parti…. Inizio a scendere le scale e il vento gonfia la gonna, ad ogni scalino si gonfia un poco di più. Il mio compagno rimane su e mi guarda e mi fotografa dall’alto e io dall’alto con la gonna così gonfia sembro un fiore… (vi ricorda niente il diventare fiore?). Continuo a scendere e a sentirmi leggera con questo vento che gioca con la mia gonna e quando arrivo all’ultimo gradino e sto per scendere sul prato alzo appena appena i piedi e inizio a volare….

La gonna gonfiata di vento mi tiene su, sono a pochi centimetri dall’erba fresca e so che se provassi a far scendere un piede non potrei più volare per cui sto bene attenta e inizio a muovermi nell’aria come sott’acqua con una sensazione di libertà e di leggerezza indescrivibili….

E volo da sola…

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