Ciao ragazzi,
Come potete immaginare dal titolo, è venuto a mancare mio zio (se n’è andato nella notte tra domenica e lunedì)… Sento la necessità di condividere con voi questo momento, anche perché è anche grazie a voi e alla vostra energia, cari compagni di pratica, se lui ora vola in alto più leggero. Grazie a Pg per avermi permesso di dedicare la meditazione a lui, venerdì scorso! ( a dire il vero ti ho dovuto rincorrere un pò, eh Pg!!!
Mannacc’…. Prrrr…
)
Trovo strano che nella lingua italiana non ci sia un modo “appropriato” per questo… Personalmente preferisco la forma in inglese: “He passed away”… La sua anima è semplicemente passata su un altro piano!
Questo post lo dedico a lui. E’ stata una persona molto importante per mio padre e per me. Ha deciso di andarsene, dopo essere stato per poco più di una settimana in coma.
Sapete, ho un miscuglio di sensazioni che in questo momento mi stanno attraversando… E’ la prima vera morte che vivo in maniera così diretta in famiglia (quando i miei nonni sono morti io ero troppo piccola o, addirittura, non ero ancora nata). In generale, durante la mia vita, ho partecipato a pochissimi funerali e comunque erano sempre di persone esterne al mio nucleo familiare.
Mi vengono in mente le immagini del film “Piccolo Buddha” di Bertolucci… Soprattutto la scena in cui Siddharta esce fuori dalle mura del suo palazzo e si trova di fronte alla realtà della vita, fatta non solo di gioie e piaceri ma anche di dolore e morte. Ecco, più o meno mi sento così: spiazzata e costretta ad assistere impotente a questo meccanismo.
Mio zio è stato sempre un pò per tutti noi un punto fisso, un uomo che non si è lamentato, non si è mai pianto addosso. Era severo, a volte rigido e vi assicuro che non si è risparmiato di darmi dei bei sganassoni quando combinavo qualche “marachella” di troppo…. tant’è che io, da piccina, nutrivo nei suoi confronti un timore reverenziale!
Mi ha però aiutata in molte occasioni, infondendomi fiducia (è grazie a lui se, ad esempio, ho appreso i pochi concetti di matematica che conosco… Gli altri, compresi mio padre, sono sempre stati convinti che io fossi una capra nelle materie scientifiche. Tutti gli altri lo erano, tranne lui).
Non risparmiava mai un complimento per me e per mio fratello ( e neanche le parole dure, quando servivano)… Era presente in tutto quello che faceva. Mi ha insegnato tantissime cose ed è grazie a lui se da piccolina ho preso in mano e letto L’Apocalisse di San Giovanni, un testo per me molto importante.
Quell’uomo così fiero, forte, austero, dallo sguardo un pò tagliente, ha lasciato in pochissimo tempo spazio a un essere totalmente diverso, indifeso e fragile…. Soprattutto nell’ultimo periodo di vita aveva cambiato i suoi occhi con uno sguardo dolcissimo, pieno di luce… Proprio come quello di un bambino. Si baciava con mia zia come se vivesse la sua prima storia d’amore (zio e zia sono stati sposati per più di 50 anni ed erano inseparabili!!!). Anche se sto cercando di vedere tutti gli aspetti positivi della sua malattia e di come si sia preparato al trapasso, non posso che pensare a come, a volte, sia dura lasciar andare l’immagine che si ha di qualcuno. Siamo convinti che quella persona sia così e basta, mentre invece è frutto del nostro riflesso interiore, dei nostri convincimenti e paure. In famiglia eravamo tutti convinti che zio fosse invincibile, una roccia… Balle. Era come noi… né più, né meno. La sua umanità è uscita fuori in tutta la sua grandezza e semplicità, in questi ultimi mesi.
il mio ricordo va a due settimane fa, quando lui era già ricoverato in ospedale con varie complicanze.
Quando mi ha vista arrivare ha fatto un sorriso a 32 denti, con gli occhi luminosissimi. Con le poche forze che aveva in corpo ha stretto le mie mani tra le sue e mi ha detto ridacchiando: “Ma lo sai che io sono tuo zio? Sono tuo zio!”, poi mi ha dato un bacio.
Ho i brividi solo a pensarci.
Quelle sono state le ultime parole che ho sentito prima che morisse. Dopo quelle, ha espressamente chiesto a me e i miei genitori di andare via. Si sentiva stanco.
Dopo mezz’ora ha avuto un primo collasso e poi è entrato in coma.
Sono sicura che lui sapesse benissimo che quelli sarebbero stati i suoi ultimi momenti. Da persona eccezionale e discreta quale era ha aspettato di stare da solo per sentirsi male. Pazzesco.
Sabato scorso l’ho visto steso sul lettino della clinica.. Mi sembrava che stesse dormendo sereno e la cosa strana è che ho chiaramente avvertito la sua presenza al di fuori del corpo. Dentro di me sapevo che era quasi giunto il momento, che lui era pronto ad andarsene, circondato dall’amore di tutti.
E’ morto da solo, in una stanza dell’ospedale… Senza nessuno accanto.
Come molti di voi sanno, in piccola parte ho sperimentato cosa significhi il distacco dal corpo e che da un momento all’altro sorella Morte ci possa venire a trovare. Grazie alla mia esperienza la temo molto meno, so che non è affatto terribile e che, anzi, l’anima di mio zio in questo momento è altrove, serena.
Ovunque tu sia, ti auguro di fare buon viaggio verso la luce, mio amato zio FRANCO… Mi mancherai davvero tanto. :’)
Kiki
Ps “caso” strano: l’uomo dell’immagine mi ricorda tantissimo lui.
