Archive for the 'Storia' Category

Feb 15 2012

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templare

Diana Nemorensis e il suo Rex


Leggendo “Il ramo d’oro-studio sulla magia e sulla religione” del Prof.Frazer mi è capitato di venire a conoscenza di un’antica usanza che veniva praticata nel Lazio, più precisamente al Lago di Nemi (laghetto vicino ad Aricia-l’attuale Ariccia). A ridosso di questo laghetto sorge(va) il santuario di Diana Nemorensis (la Diana dei boschi) e, a protezione di questo, vi era un sacerdote un pò particolare. Questo era sia un sacerdote che un assassino in quanto l’unico modo per acquistare il titolo di sacerdote del santuario di Diana (Rex Nemorensis-Re del Bosco) si basava sull’uccisione del proprio predecessore. Inoltre solo uno schiavo liberato poteva divenire Rex!
Il Re del Bosco viveva quindi una vita sempre prossima alla morte pienamente consapevole che il titolo che ricadeva sulla sua testa sarebbe, prima o poi ,ricaduto sulla testa di qualcun’altro (più capace di lui nel maneggiare la spada). Un’ultima particolarità sta nel fatto che,alla Diana Nemorensis, fu dato l’appellativo di Vesta in quanto il sacerdote guerriero era non solo il guardiano del Boschetto sacro, ma anche protettore della Fiamma inestinguibile!!!…splendido no?
Purtroppo il Prof. si limita a descrivere questa e altre usanze come derivanti da primitive,errate nonchè disastrose associazioni di idee per le quali e a causa delle quali, l’uomo, assoggettato alla superstizione, tende a fare sciocchezze in nome di forze che non esistono. Mi dispiace che Frazer non abbia colto l’incredibile significato che c’è dietro questa potentissima ricerca del Sacro.
Comunque, leggere di questo sacerdote e del santuario che è chiamato a proteggere in nome della Dea Diana e del fuoco sacro di Vesta mi ha ispirato un bel disegnino che ho il piacere di dedicarvi( essendo una rappresentazione di una Dea guerriera come lo è Diana)(perdonate se non è il massimo ma è la prima volta che mi cimento nel colorare superando il bianco e nero)….P.s.visto che il lago di Nemi è vicinissimo magari un giorno si potrebbe organizzare di andarci a praticare,che ne dici Master?!

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Feb 09 2012

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Caravaggio

Una storia

Filed under Sensazioni,Storia,Vita

Eleonora otto anni
Ho copiato senza cambiare nulla, le uniche informazioni sono state, come si chiama il tizio che porta la carrozza, poi le serviva il nome di una via della Grecia, le ho detto di scegliere tra via dell’Olimpo e via del Partenone.

“Fra amici ci si aiuta”

In un giorno di estate molto caldo un cavallo di nome Zanna, si aggirava sulla riva del mare. Zanna aveva un gran problema, non sapeva galoppare. Vicino c’era una cavalla di nome Kinà anche lei aveva un problema, si era persa e non riusciva a trovare la strada di casa. Kinà passeggiando da sola sulla riva parlava disperata ad alta voce, Zanna sentendo il suo lamento corse ad aiutarla e le disse “ ciao Kinà”

Kinà “ciao Zanna, tu che ci fai qui?”

Zanna “ogni tanto vengo a vedere il mare, e tu invece?”

Kinà “ mi sono persa”

Zanna “come?”

Kinà “seguendo una nuvola, il cocchiere mi ha lasciata libera mentre controllava il guasto alla carrozza e io mi sono persa”

Zanna “dai vieni, io ti aiuterò, dimmi qual è la tua via di casa?”

Kinà “via dell’Olimpo”

Zanna “numero?”

Kinà “ uno”

Zanna “ho trovato la tua casa, è laggiù “.

Così Zanna trovò casa di Kinà ma prima che si salutassero Kinà disse “aspetta Zanna, tu hai un problema”

Zanna “no certo che no…” Zanna sbuffò e poi rispose “sì e va bene è vero ho un problema” “e qual è?” chiese Kinà “non so galoppare” rispose Zanna.

Kinà “è facile guarda me devi essere libero, pensa a qualcosa di bello e poi spicca il volo”

Zanna “ he he he sto volando”

Kinà “no, stai galoppando”

Così Kinà tornò alla villa e Zanna galoppando fino a casa

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Dec 07 2011

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Shanti

Buon viaggio, caro zio…

Ciao ragazzi,

Come potete immaginare dal titolo, è venuto a mancare mio zio (se n’è andato nella notte tra domenica e lunedì)… Sento la necessità di condividere con voi questo momento, anche perché è anche grazie a voi e alla vostra energia, cari compagni di pratica, se lui ora vola in alto più leggero. Grazie a Pg per avermi permesso di dedicare la meditazione a lui, venerdì scorso! ( a dire il vero ti ho dovuto rincorrere un pò, eh Pg!!!  :-o Mannacc’…. Prrrr…  :P   )

Trovo strano che nella lingua italiana non ci sia un modo “appropriato” per questo… Personalmente preferisco la forma in inglese: “He passed away”… La sua anima è semplicemente passata su un altro piano!

Questo post lo dedico a lui. E’ stata una persona molto importante per mio padre e per me. Ha deciso di andarsene, dopo essere stato per poco più di una settimana in coma.

Sapete, ho un miscuglio di sensazioni che  in questo momento mi stanno attraversando… E’ la prima vera morte che vivo in maniera così diretta in famiglia (quando i miei nonni sono morti io ero troppo piccola o, addirittura, non ero ancora nata). In generale, durante la mia vita, ho partecipato a pochissimi funerali e comunque erano sempre di persone esterne al mio nucleo familiare.

Mi vengono in mente le immagini del film “Piccolo Buddha” di Bertolucci… Soprattutto la scena in cui Siddharta esce fuori dalle mura del suo palazzo e si trova di fronte alla realtà della vita, fatta non solo di gioie  e piaceri ma  anche di dolore  e morte. Ecco, più o meno mi sento così: spiazzata e costretta ad assistere impotente a questo meccanismo.

Mio zio è stato sempre un pò per tutti noi un punto fisso, un uomo che non si è lamentato, non si è mai pianto addosso. Era severo, a volte rigido e vi assicuro che non si è risparmiato di darmi dei bei sganassoni quando combinavo qualche “marachella” di troppo…. tant’è che io, da piccina, nutrivo nei suoi confronti un timore reverenziale!

Mi ha però aiutata in molte occasioni, infondendomi fiducia (è grazie a lui se, ad esempio, ho appreso i pochi concetti di matematica che conosco… Gli altri, compresi mio padre, sono sempre stati convinti che io fossi una capra nelle materie scientifiche. Tutti gli altri lo erano, tranne lui).

Non risparmiava mai un complimento per me e per mio fratello ( e neanche le parole dure, quando servivano)… Era presente in tutto quello che faceva. Mi ha insegnato tantissime cose ed è grazie a lui se da piccolina ho preso in mano e letto L’Apocalisse di San Giovanni, un testo per me molto importante.

Quell’uomo così fiero, forte, austero, dallo sguardo un pò tagliente, ha lasciato in pochissimo tempo spazio a un essere totalmente diverso, indifeso e fragile…. Soprattutto nell’ultimo periodo di vita aveva cambiato i suoi occhi con uno sguardo dolcissimo, pieno di luce… Proprio come quello di un bambino. Si baciava con mia zia come se vivesse la sua prima storia d’amore (zio e zia sono stati sposati per più di 50 anni ed erano inseparabili!!!). Anche se sto cercando di vedere tutti gli aspetti positivi della sua malattia e di come si sia preparato al trapasso, non posso che pensare a come, a volte, sia dura lasciar andare l’immagine che si ha di qualcuno. Siamo convinti che quella persona sia così e basta, mentre invece è frutto del nostro riflesso interiore, dei nostri convincimenti e paure. In famiglia eravamo tutti convinti che zio fosse invincibile, una roccia… Balle. Era come noi… né più, né meno. La sua umanità è uscita fuori in tutta la sua grandezza e semplicità, in questi ultimi mesi.

 

il mio ricordo va a due settimane fa, quando lui era già ricoverato in ospedale con varie complicanze.

Quando mi ha vista arrivare ha fatto un sorriso a 32 denti, con gli occhi luminosissimi. Con le poche forze che aveva in corpo ha stretto le mie mani tra le sue e mi ha detto ridacchiando: “Ma lo sai che io sono tuo zio? Sono tuo zio!”, poi mi ha dato un bacio.

Ho i brividi solo a pensarci.

Quelle sono state le ultime parole che ho sentito prima che  morisse. Dopo quelle, ha espressamente chiesto a me e i miei genitori di andare via. Si sentiva stanco.

Dopo mezz’ora ha avuto un primo collasso e poi è entrato in coma.

Sono sicura che lui sapesse benissimo che quelli sarebbero stati i suoi ultimi momenti. Da persona eccezionale e discreta quale era ha aspettato di stare da solo per sentirsi male. Pazzesco.

Sabato scorso l’ho visto steso sul lettino della clinica.. Mi sembrava che stesse dormendo sereno e la cosa strana è che ho chiaramente avvertito la sua presenza al di fuori del corpo. Dentro di me sapevo che era quasi giunto il momento, che lui era pronto ad andarsene, circondato dall’amore di tutti.

E’ morto da solo, in una stanza dell’ospedale… Senza nessuno accanto.

Come molti di voi sanno, in piccola parte ho sperimentato cosa significhi il distacco dal corpo e che da un momento all’altro sorella Morte ci possa venire a trovare. Grazie alla mia esperienza la temo molto meno, so che non è affatto terribile e che, anzi, l’anima di mio zio in questo momento è altrove, serena.

Ovunque tu sia, ti auguro di fare buon viaggio verso la luce, mio amato zio FRANCO… Mi mancherai davvero tanto. :’)

Kiki

Ps “caso” strano: l’uomo dell’immagine mi ricorda tantissimo lui.   :smile:

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Sep 06 2011

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Caravaggio

Il titolo non so darlo ma è molto molto interessante

http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CBwQtwIwAA&url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3D2He4c-E3bbs&ei=UTRmTsDDEM3xsgbj4_3BCg&usg=AFQjCNFxxp6vH3rmOGspOF4bnHfh6kG0rw

www.youtube.com/watch?v=2He4c-E3bbs

Ben tornati tutti :-) è bello ritrovarVi (anche se non vi ho mai perso :-) )

Questo video  mi ha toccato corde antiche ed importanti, mi ha dato delle risposte, mi ha commosso…

Un grande abbbbbbraccio

Ale

opss scusate Caravaggio ;-)

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Jul 07 2011

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Caravaggio

storia

Filed under Storia

Con 2 bimbe le storie sono molto familiari, ma oggi siete stati fortunati pure voi… :-) ve ne voglio raccontare una che lessi tempo fa ed oggi mi è tornata in mente. Chissà perchè m’è tornata in mente? Ma soprattutto com’è che oggi  Voi siete cosi fortunati? ah ah ah ;-) eccola:

Mosè stava attraversando il deserto e vide, da lontano, un uomo che riconobbe essere il Maestro Khidr, il Verde, il Maestro dei Maestri, Colui che Guida l’umanità attraverso coloro che arrivano ad avere un contatto diretto con lui.

Mosè gli chiese di accompagnarlo nel viaggio. Il Khidr gli rispose di si, con l’unica condizione di non fare alcun tipo di domande, qualunque cosa succedesse.

Mosè accettò il patto e si misero a camminare finché arrivarono ad un fiume che era impossibile attraversare senza barca. C’era li una barca che apparteneva a un vecchio ed era il suo unico strumento per guadagnarsi da vivere. Khidr si mise d’accordo con il vecchio per usare la barca, attraversare il fiume e arrivare all’altra sponda.

Quando arrivò sull’altra sponda, Khidr fece un buco alla barca e lasciò che affondasse sotto gli occhi del suo padrone che piangeva disperatamente.

Mosè non riusciva a comprendere come un essere così spirituale potesse ripagare il bene con il male e glielo disse. Khidr gli ricordò solamente il patto che avevano fatto.

Continuarono a camminare finché arrivarono ad un altro villaggio, dove chiesero un po’ d’acqua. Nessuno gliene volle dare nemmeno una goccia e furono cacciati dal villaggio. Mentre si allontanavano, il Khidr vide che il muro che il muro di una casa stava per cadere e chiese a Mosè se lo aiutava a ripararlo. Allora Mosè gli disse: “Sant’uomo, so che bisogna fare del bene ai nostri nemici, ma sicuramente non c’è necessità di arrivare a questo estremo”

Khidr ricordò solamente a Mosè il patto che avevano fatto.

Quando arrivarono ad un altro villaggio Khidr vide un gruppo di bambini che giocavano sul prato. Khidr prese uno di loro e lo strinse con forza finché il bambino morì.

Questo per Mosè fu troppo e gli disse: “Grande Santo Khidr, ho sentito che esiste un Grande Disegno e che dopo il male viene sempre in bene. Ma ciò che ho appena visto è troppo per me. Quello che stai facendo non corretto è proibito. Devo lasciarti immediatamente, a meno che non voglia dare una spiegazione”

E il Khidr gli disse: “Ti dirò quello che stavo facendo. Ma quando te lo avrò detto, dovrai lasciarmi per sempre perché hai dimostrato di non poter sopportare certe esperienze”.

“Ti lascerei in qualunque caso – disse Mosè – perché l’addestramento che ho ricevuto nel passato ha avuto come obiettivo di far di me una persona superiore a tutto ciò che tu mi hai dimostrato”.

“E allora ascolta Mosè – disse Khidr – esiste sempre un significato in tutto ciò che succede e una parte del disegno non è completa senza le altre.

“Io stesso sto lavorando in accordo con un piano che tu non puoi vedere. Io ho solo una parte del piano, giacché solo Dio lo conosce completamente. Come tu hai una conoscenza maggiore di una persona ignorante in questa maniera io ho una conoscenza superiore alla tua. Questa conoscenza ma fa compiere certe azioni che ti possono sembrare incomprensibili, come tu puoi sembrare incomprensibile agli occhi degli ignoranti.

“So, per esempio, che un tiranno è in arrivo e confischerà tutte le barche per trasportare il suo esercito. Se la barca che io ho affondato fosse ancora funzionante, i soldati se la prenderebbero e non la ridarebbero più al suo proprietario. Così invece, non essendo utilizzabile, la lasceranno li. Dopo arriverà un falegname, la aggiusterà e la ridarà al vecchio”.

<< Allora Mosè chiese:

“ e quel muro? Ricambiare il male con il bene era qualcosa per insegnarmi o per conquistare meriti?”.

<< Il Khidr rispose:

“ La gente che vive in quel villaggio è malvagia e crudele. In quel muro c’è un recipiente d’oro che è stato nascosto dal padre per i figli orfani, ai quali l’ha lasciato. Adesso i figli non sono grandi abbastanza da prendere possesso e proteggere l’oro. Abbiamo riparato il muro. In questo modo durerà fino al giorno in cui i figli saranno in grado di reclamare la loro eredità”.

<< Mosè cominciava a essere impressionato e a rendersi conto della grandezza del lavoro che il Khidr stava realizzando. Ma la vista dell’assassinio, l’uccisione a sangue freddo di quel bambino, sicuramente per una cosa così non c’era nessuna giustificazione.

<<Il Khidr disse a Mosè:

“Il bambino è stato assassinato perché, se fosse vissuto, era destinato a crescere e a trasformarsi in uno degli uomini più malvagi di tutti i tempi. Milioni di persone sarebbero morte a causa dei suoi errori”.

<< Mosè cadde in ginocchio e gridò:

“ Oh Santo! Lascia che ti accompagni! Perdona la mia ignoranza e la mia stupidità!”.

<< Ma il Khidr non accettò e Mosè, da allora e per sempre, rimase prigioniero della sua parte limitata del Disegno.>>

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Feb 12 2011

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templare

Giuramento dei Pitagorici-Versi Aurei-

Vi posto qui di seguito un giuramento che per me è stato una grande fonte di ispirazione…spero sia utile a qualcuno:)

Onora innanzitutto gli dei immortali,secondo l’ordine tradizionale

e osserva il giuramento.Presta poi attenzione nei confronti dei nobili eroi

e delle divinità degli inferi,praticando i riti prescritti da costumi e usanze.

Onora i tuoi genitori e i tuoi parenti più stretti.

Tra gli altri,scegli come tuoi amici quelli che eccellono in virtù.

Lasciati guidare interiormente da parole dolci e azioni utili,

e non odiare il tuo amico per una piccola colpa,per quanto puoi,

perchè il potere abita vicino alla necessità

(perchè in ciascuno risulta che quando viene costretto,

è in grado di fare molto più di quello che credeva di potere).

Delibera prima di agire,perchè non accadano follie.

E’ tipico di uno stupido compiere o pronunciare cose senza senso.

Ma tu porta a compimento ciò che poi non ti turberà.

Non compiere neanche una cosa che non comprendi,

ma apprendi cosa sia necessario,

e così condurrai una vita molto gradevole.

Non si deve trascurare la salute fisica.

Ma praticare la Misura nel bere,nel mangiare e nell’esercizio fisico.

Con Misura intendo ciò che non provoca in te afflizione.

Quando avrai raggiunto la padronanza su queste cose,

conoscerai l’essenza degli dei immortali

e degli uomini mortali,

come essa penetri ogni cosa e come(ogni cosa)

sia regalata da essa.

Verrai a conoscere,fin dove è concesso,la natura uguale in tutto,

così che tu non desideri ciò che non si deve desiderare,

nè ti resti nascosto qualcosa.

Scoprirai che gli uomini soffrono di dolori che si provocano da sè,

infelici che non vedono nè sentono il bene,

benchè esso sia vicino.

Solo pochi comprendono la liberazione dal male.

Templare

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Jan 11 2011

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anto

Pensiero del giorno

Filed under Storia

A volte leggendo questi scritti mi domando qual’è il vero messaggio (forse ho un po di confusione)
il pensiero lo associo sempre alla mente, quell’eterna chiacchierona che cerca  di condizionarti in tutte le tue dinamiche e  non vuole abbandonarti mai, ma è anche quell’intenzione, il motore che ti spinge in avanti……     il sentire  sono quelle sensazioni fisiche o emozionali (come appunto si diceva ieri sera a proposito della sofferenza-dolore) che poi generano comunque un azione o non azione 
ma il sentire che influenza il pensiero … forse manca la complicità dell’ego?
“Sentire è una cosa, pensare è un’altra, ma troppo spesso la
sensazione influenza il pensiero. Può accadere che vi sentiate
sfiniti, e in questo non vi è nulla di anormale; ma ecco che
questa sensazione scatena in voi pensieri e sentimenti di
scoraggiamento, di tristezza, di disperazione. Ebbene, no! In
quei momenti, è il pensiero che deve agire sulla sensazione:
anche se non può vincerla, deve essere presente come una luce,
come un faro in lontananza. Il pensiero vi dice che potete
risollevarvi; allora, malgrado il vostro abbattimento e il vostro
sfinimento, è al pensiero che dovete credere e non alle vostre
sensazioni.
Non c’è più una goccia di energia nel vostro serbatoio?
Ricordatevi che il serbatoio cosmico ne è pieno, ed è là che
dovete andare ad attingere tramite il pensiero. Perché il
pensiero serve anche a questo: appena poche gocce attinte a quel
serbatoio di energie, e la fiamma della vostra lampada, che si
stava spegnendo, brilla di nuovo.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Jan 10 2011

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anto

Pensiero del giorno

Filed under Storia

 

Pensiero del giorno
“Gesù diceva: «Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli
uni con gli altri». Che relazione esiste fra il sale e la pace
che deve regnare tra gli esseri? In certi paesi, si ricevono gli
ospiti offrendo loro pane e sale in segno di benvenuto. In questo
gesto, sono sottintese le relazioni armoniose che uomini e donne
stabiliscono fra loro mangiando insieme. Non ci si siede infatti
alla stessa tavola per entrare in conflitto e regolare dei conti.
anche se a volte capita!
E qual è la natura di quel sale che ci permette di vivere in
pace gli uni con gli altri?… In una delle sue conferenze, il
Maestro Peter Deunov diceva: «È solo con il sale, ossia con
l’equilibrio fra il vostro intelletto e il vostro cuore, che
ristabilirete la pace in voi». Il sale è quindi il risultato di
un accordo in noi fra i due principi: maschile e femminile,
intelletto e cuore. È grazie a questo accordo fra i due principi
che troviamo la pace; e una volta che viviamo interiormente nella
pace, possiamo vivere in pace anche con gli altri.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

 

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Apr 30 2010

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marcellohm

Antonio, guerriero di Dio

Filed under Storia,Video

cari guerrieri vi posto uno spezzone di questo bel film poco conosciuto sulla vita di Sant’Antonio da Padova che in realtà proveniva da Lisbona, un Francescano illuminato, abile oratore e vero guerriero!

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Mar 11 2010

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apomaio

Fearless

Eccomi di nuovo…
:)
poco fa in tv ho guardato Fearless con Jet Li
Penso che molti di voi lo conoscono già ma vi posto qui il link a youtube con la colonna sonora, le scene di azione ve le sceglierete voi da soli.
Inutile dire che ho pensato al “rettangolo” parquettato di cesano per tutto il film
ma durante il finale ho dovuto addirittura trattenere le lacrime: vedere il protagonista in paradiso a praticare…
che dire.. boh… senza parole.. soprattutto quando scopri, come in molti film, che la storia è realmente accaduta.

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Mar 02 2010

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pj

Ciao Papa’

Filed under Storia,Vita

Volevo salutare con voi mio papa’ che ieri ha lasciato il corpo e rendergli un omaggio allegando alcune foto di quando giocava a calcio in serie A francese vincendo uno scudetto nel 1962!!!
Possa tu correre e giocare di nuovo nei campi dove ti trovi ora!!!!
ti abbraccio rimarrai sempre nel mio cuore!!!

ciao Papa’

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Feb 04 2010

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Valerio

L’invito della Follia

Filed under Messaggio,Storia

Tanto tempo fa la Follia decise di invitare tutti i sentimenti per un’insolita riunione conviviale.
Raccoltisi tutti intorno ad un caffè per animare l’incontro, la Follia propose:
“Si gioca a nascondino?”
“Nascondino? Che cos’è?” Domandò la curiosità.
“Nascondino è un gioco” – rispose la Follia – “Io conto fino a 100 e voi vi nascondete, quando avrò terminato di contare comincerò a cercarvi e il primo che troverò sarà il prossimo a contare”.
Accettarono tutti.
Ad eccezione della Paura e della Pigrizia che rimasero a guardare in disparte.
1…2…3…La Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, esitante come sempre, si nascose in un gruppo di alberi.
La Gioia corse festosamente per il giardino non curante di un vero e proprio nascondiglio.
La Tristezza incominciò a piangere perché non trovava un angolo adatto per occultarsi.
L’Invidia ovviamente si unì all’Orgoglio e si nascose accanto a lui dietro un sasso.
La Follia proseguiva la conta mentre i suoi amici si nascondevano.
La Disperazione era sconfortata vedendo che si era già a 99.
“Cento!” – gridò al Follia – “Adesso verrò a cercarvi!”
La prima ad essere trovata fu la Curiosità perché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto.
Guardando da una parte la Follia vide l’Insicurezza sopra un recinto che no sapeva da quale lato avrebbe potuto nascondersi meglio. E così di seguito furono scoperte la Gioia, la Tristezza e via via tutti gli altri. Quando tutti finalmente si radunarono la Curiosità domandò:
“Dov’è l’Amore?”
Nessuno lo aveva visto…Il gioco non poteva considerarsi concluso e così la Follia cominciò a cercarlo. Provò in cima ad una montagna, lungo il fiume, sotto le rocce, ma dell’Amore nessuna traccia…setacciando ogni luogo, la Follia si accorse di un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò a frugare fra i rami spinosi, quando ad un tratto sentì un lamento.
Era l’Amore che soffriva terribilmente perché una spina gli aveva appena perforato un occhio.
La Follia non sapeva che cosa fare, si scusò per aver organizzato un gioco così stupido, implorò l’Amore per ottenere il suo perdono e commossa dagli esiti di quel danno irreversibile, arrivò al punto di promettergli che l’avrebbe assistito per sempre.
L’Amore rincuorato accettò la promessa e quelle scuse così sincere.
Così da allora l’Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.

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:)

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Dec 31 2009

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apomaio

BUON ANNO A TUTTI !!

BUON ANNO

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Oct 09 2009

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raksati

Curiosità dal passato…

Filed under Storia

Ciao a tutti, un mio amico (ingegnere se no col cavolo che avrebbe avuto queste informazioni) mi ha raccontato una storiella che gli hanno raccontato a cape canaveral. E’ divertente come il passato influenza il presente… :D

Non tutti sanno che

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Quando si vede uno Space Shuttle sulla rampa di lancio, si notano i due booster attaccati al serbatoio principale; questi due propulsori sono due razzi a combustibile solido o SRB. Gli SRB sono stati costruiti dalla Thiokol nei propri stabilimenti situati in Utah.

Gli ingegneri che li hanno progettati avrebbero voluto farli un po’ più grossi, ma gli SRB dovevano essere trasportati in treno dalla fabbrica alla rampa di lancio.

Visto che la linea ferroviaria che collega lo Utah alla base di lancio attraversa nel suo percorso alcune gallerie, i razzi dovevano essere costruiti in modo da passarci dentro. I tunnel ferroviari sono poco più larghi di una carrozza ferroviaria, la cui larghezza è a sua volta dettata dallo scartamento dei binari (distanza tra le due rotaie).Lo scartamento standard degli Stati Uniti e di 4 piedi e 8,5 pollici.

(E’ la stessa misura europea solo che noi la esprimiamo in millimetri).

A prima vista questa misura sembra alquanto strana.

Perché è stata scelta? Perché questa era la misura utilizzata in Inghilterra, e perché le ferrovie americane sono state costruite da progettisti inglesi.

Ma perché gli Inglesi le costruivano in questo modo? Perché le prime ferrovie furono costruite dalle stesse persone che, prima dell’avvento delle strade ferrate, costruivano le linee tranviarie usando lo stesso scartamento.

Ma perché i costruttori inglesi usavano questo scartamento? Perché quelli che costruivano le carrozze dei tram utilizzavano gli stessi componenti e gli stessi strumenti che venivano usati dai costruttori di carrozze stradali, e quindi gli assi avevano la stessa larghezza e lo stesso scartamento.

Bene! Ma allora perché le carrozze utilizzavano questa curiosa misura per la larghezza dell’asse?

Perché, se avessero usato un’altra distanza, le ruote delle carrozze si sarebbero spezzate percorrendo alcune vecchie e consunte strade inglesi, in quanto questa era la misura dei solchi scavati dalle ruote sul fondo stradale. Ma chi aveva provocato questi solchi sulle vecchie strade dell’Inghilterra?

Le prime strade di collegamento costruite in Europa (e Inghilterra) furono quelle costruite dall’Impero Romano per le proprie legioni. Prima di allora non vi erano strade che percorrevano lunghe distanze. E i solchi sulle strade?

I carri da guerra romani produssero i primi solchi sulle strade, solchi a cui poi tutti gli altri veicoli dovettero adeguarsi per evitare di rompere le ruote. Essendo i carri da guerra costruiti tutti per conto dell’esercito dell’Impero Romano, essi avevano tutti la stessa distanza tra le ruote.

In conclusione, lo scartamento standard di 4 piedi e 8,5 pollici deriva dalle specifiche originarie dei carri da guerra dell’Impero Romano ed e la misura necessaria a contenere i sederi di due cavalli da guerra.

MORALE

1. la prossima volta che ti capitano in mano delle specifiche tecniche e ti stupisci per il fatto che le misure sembrano stabilite con il culo, magari stai facendo proprio la giusta congettura;

2. la misura standard utilizzata nel più avanzato mezzo di trasporto progettato in questo secolo (i booster dello Shuttle) è stata determinata oltre due millenni or sono prendendo a modello due culi di cavallo!!!

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