Archive for the 'Sogno' Category

Mar 10 2012

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riccardone

sogno lucido

finalmente il caro Raksati mi ha cambiato la foto :) grazie Rak!
Ne approfitto per condividere brevemente un esperienza di sogno lucido avvenuta stanotte.
E’ stato molto diverso dalle altre volte. Sono entrato e uscito dallo stato del sogno (svegliandomi brevemente ogni volta) fino a che ho perso, diciamo così, il senso di quale fosse il sogno e di quale la realtà..
Comunque ad un certo punto ero nel sogno ed ero perfettamente cosciente del fatto di sognare. Al punto che tentavo di convincere le persone che incontravo nel sogno che appunto si trattava di un sogno! Senza molto successo devo dire :) allora tanto per cercare di convincerle coi fatti, e non solo con le parole, mi sono messo a svolazzare qua e là. piuttosto divertente e anche una bellissima sensazione :)

In questo svolazzare e quindi salire più in alto ad un certo punto mi ritrovo davanti ad uno specchio. Mi era già successo in passato di trovarmi davanti ad un specchio ma cercando di guardare nello specchio (nel sogno) ho sempre avuto un pò di paura e di solito a quel punto mi svegliavo prima di riuscire a vedermi..
Invece questa volta ero molto tranquillo e mi stavo godendo questa strana esperienza. Insomma mi guardo nello specchio e non vedo nessun riflesso.. subito si forma un pensiero: “ma certo!, piuttosto normale che lo specchio non rifletta nulla, in fondo non esisti!”
Però una parte di me voleva vedere un qualche riflesso ed ecco che un immagine di me si forma nello specchio. Solo che era di profilo!
Allora ho “aggiustato” la visione (tipo un fotografo che aggiusta meglio l’inquadratura della macchina fotografica per inquadrare meglio il soggetto) e ho visto la mia immagine riflessa frontale.
Era leggermente diversa da come sono abituato a vedermi. Come se alcuni particolari non corrispondessero all’immagine a cui sono abituato.
A quel punto “ho aggiustato” l’immagine in modo che il riflesso corrispondesse il più possibile al ricordo che avevo di me.
Poi mi sono svegliato e questo e’ quanto.

Comunque al di là degli “effetti speciali”, la cosa più bella dello sperimentare il sogno lucido è il senso di leggerezza, di tranquilla lucidità che al risveglio ti rimane dentro.
Auguro a tutti voi (sogno lucido o non sogno lucido) che questa leggerezza e senso di pace possa sempre più riempirvi il cuore. con affetto. Riccardo

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Nov 21 2011

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denticelli

ombre

Filed under Sogno

Volevo condividere con voi un  un sogno molto forte.
Stavo in un tempio ad allenarmi con tutti voi dopo aver praticato pg mi ha
chiamato e siamo andati in una stanza , li mi ha fatto vedere
una spada  dicendomi di proteggerla e di stare attento nel
cammino.Detto questo mi ha dato un compito da portare a termine dicendomi di arrivare da una parte e per l’appunto di stare atttento alla spada.
Ad un certo momento mentre mi trovavo in un bosco vengo attaccato però non
riuscivo a vedere bene chi mi attaccava e cercava di prendere questa spada,
benchè io cercavo di proteggerla lui era sempre più veloce ma qui viene il
bello o il brutto :grin: ……a un certo punto riesce a prendere la spada però
riesco a bloccarla e li riesco a vedere il mio nemico ed ero io pero ero tutto
nero tipo un’ombra.
Ho pensato molto a questo sogno e un pò è stato come nel libro il sacro
viaggio del guerriero di pace quando dan si trova davanti lo stesso dan. La Spada potrebbe essere il mio io l’ombra il mio demone?

un abbraccio a tutti

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Sep 06 2011

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Caravaggio

Il titolo non so darlo ma è molto molto interessante

http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CBwQtwIwAA&url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3D2He4c-E3bbs&ei=UTRmTsDDEM3xsgbj4_3BCg&usg=AFQjCNFxxp6vH3rmOGspOF4bnHfh6kG0rw

www.youtube.com/watch?v=2He4c-E3bbs

Ben tornati tutti :-) è bello ritrovarVi (anche se non vi ho mai perso :-) )

Questo video  mi ha toccato corde antiche ed importanti, mi ha dato delle risposte, mi ha commosso…

Un grande abbbbbbraccio

Ale

opss scusate Caravaggio ;-)

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May 27 2011

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riccardone

dáimon

La serata di ieri ma anche il post di chou hanno acceso in me questa domanda: “come si può abbracciare un demone? (“dáimon” in greco).
Sono andato a cercare l’origine e il significato della parola. Spesso l’etimologia della parola racchiude significati molto profondi. E il significato che ho trovato è questo:
“il demone è l’intermediario tra l’uomo e il divino, ciò che ci fà fare il salto verso il sovra-sensibile”.

Chou nel suo post parla del messaggio di Gesu arrivato a suo fratello: “hai vissuto solo fino a metà, coltivando la tua rabbia, ora devi imparare ad abbracciare tutto”. Il demone della rabbia.

Ieri il demone della mosceria. Dell’inconsapevolezza, della superficialità. Che hanno tutti la stessa radice: la paura.
La paura di non essere nulla.

Ed è intorno a questa paura che l’ego si struttura, si rafforza. Di cui si nutre. Aggrappandosi disperatamente per non soccombere. Per continuare a esistere, per affermare il proprio io sono.

E quindi le sfide, i nemici, il senso di separazione, il vittimismo, la rabbia, la disperazione, la depressione. Tutto cibo per l’ego. In una parola: i demoni.

Ma non voglio limitarmi a una disgressione filosofica sull’argomento. Voglio condividere con voi un esperienza molto forte di qualche giorno fa.

Ero andato a dormire dopo una giornata intensa e faticosa. Piena di pensieri, preoccupazioni, frustrazioni e dubbi. Su me stesso, sulla vita. Sul senso di tutto questo.

Mi sono messo a dormire. E per un pò sono riuscito a riposare. Ma sentivo che qualcosa “lavorava” dentro di me. Verso le quattro di mattina l’ho sentito.
Una presenza oscura, potente. Che cercava di avvicinarsi a me. Attirato dalla mia stessa energia di quel momento.
Mi sono svegliato del tutto è ho avuto una paura incredibile. Non saprei definirlo a parole ma sentivo che c’era qualcosa che non era me e che in qualche modo mi stava aggredendo.
Non ci ho messo molto a capire l’unica cosa che potevo fare: mi sono messo a pregare. Ho pregato il mio angelo custode, la prima preghiera che ho imparato da bambino. Incessantemente. Non sò nemmeno per quanto tempo. Finchè non mi sono addormentato.
Poi ho dormito molto bene, ma la mattina dopo ero ancora molto scosso. Sò che è stato solo un avvertimento, una sorta di “svegliati!” “sii più attento”. Un pò la stessa sensazione di essere scampati ad un incidente in macchina ;)

Anni fa ho fatto un sogno. Scrissi il sogno nel mio diario. Sul momento non riuscii ad capirlo quel sogno. Poi negli anni quelle immagini sono diventati fatti reali, che ho vissuto.
L’ultima parte del sogno riguardava una sorta di lotta tra “il bene e il male”. E anche questa si sta avverando.

Sento molto forte che tutto sta accelerando. Che questo è un momento intenso per tutti. Le vicende della nostra scuola lo confermano, così come quello che succede nel mondo.

A livello profondo “bene” e “male” non esistono. Sono solo energie che contribuiscono in egual misura all’evoluzione della consapevolezza umana.
Per prafrasare Piergiorgio: ci sono solo due modi perchè l’acqua torbida possa purificarsi, l’esposizione ai raggi del sole o il filtraggio nel terreno. Ovvero la via del “cielo” e la via “terrena”.

La scelta è di ognuno di noi. Sempre. In ogni momento, in ogni gesto, in ogni parola, in ogni pensiero.

Vi lascio con questa frase di Rumi che ho letto qualche giorno fa:
“Il tuo compito non è di cercare l’amore, ma solo di cercare tutte le barriere che hai costruito dentro di te per difenderti da lui”

Per chiudere mi permetto di aggiungere:
ogni barriera che ti sei creato
è un demone. Ti da struttura, ti protegge, ti da un senso di identità.
E per un pò va bene così. Ma arriva il momento in cui
la Vita ti da il dono di “vedere” un tuo demone.
Abbraccialo, ringrazialo e
lascialo andare.
E’ tempo di andare oltre

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Feb 16 2011

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Centauro

immagini ed emozioni

Filed under Sogno,Video,Vita

vi posto il link perchè il formato video è troppo grande e non riesco a fare altrimenti……

uomini e la nostra terra, veramente emozionante

http://www.youtube.com/watch_popup?v=2HiUMlOz4UQ&vq=large

buona visione

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May 14 2010

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riccardone

Si, mi arrendo

Filed under Messaggio,Sogno,Vita

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Questo è uno degli spezzoni più forti del film waking life. Vi consiglio di vederlo fino alla fine.
La Vita nella sua inifinita saggezza ci fa sempre arrivare ciò che è più adatto a noi in ogni momento. Me ne stò accorgendo sempre di più. Anche le difficoltà, la tristezza e i dubbi sono sacri e non sono mai casuali.
Se a volte ne soffro è solo perchè stò resistendo, mi aggrappo, mi irrigidisco. Non mi lascio andare. Perchè ho paura. Non paura di morire.
Paura di vivere.
Che possa imparare sempre più a fondo l’arte di arrendermi, di avere fiducia, di amare.
Che possa svegliarmi da questo sogno e finalmente, ritrovarmi a casa.
Buon cammino a tutti

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May 07 2010

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riccardone

sogno o son desto?

Filed under Sogno,Video

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Apr 22 2009

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smith

Ancora un sogno

Filed under Meditazione,Sogno

Ognuno ha il suo destino. Il vostro è quello di sopportarmi…

Ho fatto un sogno bellissimo.

Incontravo delle persone che venivano da un altro pianeta. Che bello un altro pianeta, vorrei andare… e loro mi portano. Me e altri amici. Mi fanno sedere su una poltrona e mi fanno addormentare… e inizio a viaggiare in un tubo di energia, il corpo completamente abbandonato. (Mentre facevo il sogno, mia figlia mi ha chiamato, ma io ho continuato a viaggiare nel tubo e ho davvvero sentito il mio corpo abbandonato che sfilava via).

Quando mi sveglio sono ad anni luce dalla terra. Un posto molto simile a casa. Ma molto più triste. Senza colori, con le facce un po’ annoiate, tutti vestiti uguali, anche i giochi per i bambini erano senza colore e a vederli noiosi. Vado nei negozi. Frutta bellissima, ma insapore. Incontro degli altri terrestri, li riconosco, e sento che parlottano fra loro. Dicono: dobbiamo trovare il modo di tornare. Questo posto non è così bello come ci era sembrato.

Sono persone che conosco davvero. Vivono in un posto che mi era sembrato una ottima meta per la fuga.

E’ inutile che rincorro luoghi. Quello che qui sembra bello, visto da vicino è come lo rappresento.

E il posto da dove provengo è il più bello di tutti, se questo posto è me stessa.

Non ho bisogno di rincorrere luoghi. Ho tutto con me.

Ho solo tanto da scoprire e da imparare. Da donare e ricevere.

Tanto cammino da fare. Verso casa. Verso il posto più bello che esiste. Verso me stessa.

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Apr 02 2009

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francy

Io e il lago

Oggi per andare all’università avevo preso questo diario, visto che non trovavo il quaderno, ma qui di solito ci scrivo canzoni, poesie, pensieri…
All’università non ci vado. Ora ho capito a cosa mi serviva.
Stavo tornando dal lavoro e ho costeggiato il lago come sempre. E ogni volta mi giro, lo vedo e mi dico “che bello”, sentendo una voglia irrefrenabile di fermarmi e respirare più profondamente. Oggi l’ho fatto. Non era abbastanza seguirlo con la coda dell’occhio e commuovermi in macchina ascoltando Michael Nyman al piano.
Ho sentito la necessità di fermarmi e mandare all’aria i miei programmi per le prossime quattro ore per concedermi dieci minuti a fissare il lago.
Perché oggi poi c’è questo cielo, le nuvole residue di ieri iniziano a spostarsi per far passare il sole, e più bianche risaltano ancora di più tra i riflessi azzurri del cielo.
E tutto questo il lago lo cattura, nel suo specchio, smosso appena da questa brezza leggera.
E le colline, e Anguillara che si affaccia a picco sulle acque, arroccata lì da secoli, che quando torno la sera, con tutte quelle luci sembra un presepe.
Che bello. Tutto è calmo. E io non dovrei fermarmi?
Ho accostato, sono scesa, ho camminato lentamente lungo la riva fino a raggiungere un piccolo masso e lì sono rimasta. Ho posato borsa, chiavi, tutto ciò che mi ricordasse che sarei dovuta tornare a casa… dopo. E sono rimasta lì, con la promessa al mio cuore che non mi sarei mossa finché i miei occhi non fossero stati colmi di quell’immagine. Colmi fino a sentirmene piena tutta… avvolta completamente.
No, non poteva bastare guardarlo dal finestrino.
E allora sono rimasta in silenzio a guardare, restando fissa su ogni pezzetto di quel panorama il tempo necessario alla mia memoria per registrare quell’incanto per portarselo dentro fino al prossimo incontro. Il caso vuole che il mio cellulare sia scarico e che oggi non mi sia portata la digitale… sarà forse perché non ci dovevano essere filtri e quel momento doveva essere tutto un faccia a faccia, cuore a cuore tra me… e il Lago.
Io penso che questo lago sia magico. Ne sono convinta.
Ora sono in macchina a scrivere. E’ troppo tardi per tutto, per pranzare, per l’università. Ma non importa.
Cuore mio, non ho mantenuto la promessa, perché non si possono colmare i propri occhi di tutto ciò. Non ne avrai mai abbastanza, serviranno vite e vite. E’ tutto troppo grande, tutto troppo immenso, tutto troppo bello. E io troppo piccola per contenerlo. Accontentati che io ci cammini dentro e ne respiri l’aria e ne assorba i colori, finché non tornerò un giorno a fondermi nella luce di tutto questo.
Fammi guardare un’altra volta prima di andare… un cigno… che bello… e io piango di gioia… non potrei fare altrimenti. “E mi illumino d’immenso”.

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Mar 11 2009

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francy

Avalon

Sollecitata da Pg, vi posto altre foto scattate a Glastonbury. Avevo anche pensato di scrivere qualcosa tratto dal mio diario di viaggio, ma poi ho ritrovato questo vecchio libro, che ho qui tra le mie mani a casa mia, e credo che nulla meglio delle parole che sto per riportare, renda meglio la sensazione di ovattata meraviglia che ho provato ad Avalon…

PARLA MORGANA: … “Il mondo è mutato. Un tempo un viaggiatore, se aveva la volontà e conosceva qualche segreto, poteva avventurarsi con la barca nel Mare dell’Estate e giungere non già a Glastonbury dei monaci, ma all’Isola Sacra di Avalon; allora le porte tra i mondi fluttuavano con la nebbia e si aprivano al volere del viaggiatore. Perchè questo è il grande segreto, noto a tutti gli uomini colti del nostro tempo: con il nostro pensiero, noi creiamo giorno per giorno il mondo che ci circonda.”

da Marion Zimmer Bradley “Le nebbie di Avalon”

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Jan 15 2009

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smith

Mia figlia

Filed under Sogno,Vita

Eccomi di nuovo ad ammorbarvi con le mie storie.

Mia figlia ha 5 anni. E’ uno splendore, una bambina vivace sveglia chiacchierona (chissa di chi avrà preso ;) ).

Ed essendo una femmina abbiamo già iniziato la nostra battaglia madre figlia. Chi di noi ha l’ultima parola, chi ha ragione, chi grida di più a volte… e quando la sgrido perchè magari sono solo stanca mi viene da pensare che non sono una brava madre, che non sono capace, che forse…

Stanotte ho fatto un sogno che sento il bisogno di raccontarvi.

Ero con mia figlia in macchina, stavamo andando a comprare la spada :) . Mi ritrovo al parcheggio della stazione Ostiense e devo cercare un posto possibilmente non a pagamento. Lascio mia figlia in macchina a fianco ad un negozio, le dico “aspettami qua un momento amore torno subito” e vado a piedi a cercare sto parcheggio.

Attraverso corridoi, strade, posti strani, mi ritrovo arrampicata fuori da dei balconi senza ringhiera ad un’altezza assurda… solo che il posto dove metto i piedi è molto instabile e io ho paura di cadere di sotto, cerco appigli con le mani e sono quasi tutti instabili. Quelli sicuri li devo lasciare se voglio andare avanti, così continuo ad andare avanti ad ogni costo anche rischiando: devo tornare da mia figlia. Ad un certo punto mi accorgo che non sono più così in alto, un bel salto e mi allontano da tutta quella instabilità.

Ma è tardi mia figlia mi aspetta. Inizio a correre come una forsennata e finalmente arrivo dove l’ho lasciata.

La macchina con mia figlia non c’è più! Il cuore mi si ferma. Chiedo alla signora del negozio se ha visto una bambina nella macchina rossa, lei sorride e mi fa cenno di guardare dall’altra parte della strada. Hanno spostato la macchina per metterla all’ombra.

Il cuore ricomincia a battere. Vado, mia figlia mi vede si affaccia sorride e mi dice: “allora mamma adesso possiamo andare?”

 

Quando conoscerete mia figlia guardatela bene, sotto la maglietta nasconde le sue ali da angelo :)

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Dec 02 2008

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Centauro

una nuova porta

Non ho mai accettato l’idea che tutto il nostro vivere potesse essere ridotto ad una serie di sinapsi, più o meno impazzite, all’interno del nostro cervello.

Tanto meno mi riesco a sentire totalmente appagato solo dall’ accettazione della presenza di un unico Dio superiore per tutto l’universo infinito che vede e decide tutto, il nostro unico scopo adorarlo e servirlo, ed allora il libero arbitrio perché mai dovremmo averlo?

Piuttosto una immensa, meravigliosa energia che tutto pervade, in cui tutto si trasforma e nulla si distrugge.

Nell’idea Junghiana di un luogo dove esista un “inconscio collettivo” avevo cominciato ad intravedere risposte che fino “all’altro ieri” non riuscivo nemmeno a concepire.

I tamburi dell’Africa e l’immenso mare, soprattutto l’immensa acqua, da sempre hanno fatto vibrare intensamente il mio animo; di una vibrazione profonda, di una qualche emozione primordiale che non potevo, e non posso (ma neanche voglio) controllare, sgorga spontanea e prepotente. E’ lì che l’ ”inconscio collettivo” veniva in mio aiuto quando tentavo di decifrare il motivo di questo sentire.

La reincarnazione, le vite passate, un’esperienza che non posso né affermare né negare; un percorso che per me rimane oscuro, almeno per ora.

Poi è arrivata la spada.

Un’altra vibrazione profonda “spuntata” del nulla.

Il solo maneggiarla, dato che ne “ignoro” totalmente l’arte, mi procura una emozione “ingiustificata”; il farla roteare mi riconnette con qualche esperienza che sento dentro anche se non so bene dove possa essere.

E poi, giorni fa, mentre ero di fronte allo specchio, semplicemente per affinare il movimento, uno sguardo profondo attraverso i miei stessi occhi. Non stò lì a rimirarmi per vedere quanto sono fico (almeno spero), non stò lì a cercare “effetti speciali”. Ma dalla semplice osservazione, attraverso la pratica della spada, sono passato ad uno stato che forse, e dico forse, oso definire di consapevolezza molto più profonda. I contorni del mio viso sono dapprima spariti per poi trasfigurarsi; di fronte a me vedevo un guerriero con un viso di falco e la spada levata…sono rimasto basito, non lo nego; pervaso da una grande felicità e pace mi sono profondamente rallegrato. Poi la solita parte “occidentale” di me ha fatto sparire tutto.

Sprofondato nei miei dubbi non so cosa dire, né cosa pensare; qualche sera dopo, durante uno dei nostri allenamenti, ho preso tra le mani una delle spade fatte da Santen…mi pareva volasse, ed io con lei…”Ricordi di vite passate” sono state le tue parole Pg…sono ancora qui a cercar di assaporare…spallate al modo di concepire il “mondo” secondo concetti standardizzati…

Quanta strada da fare, quanta bellissima fatica da sopportare per tentare di risvegliarsi dal torpore…

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Oct 17 2008

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raksati

La potenza dei sogni

Filed under Messaggio,Sogno

Mi sono svegliato adesso, sto ancora ansimando tanta è stata la sorpresa. Mi sono accorto si essere nel sogno verso la fine e quando l’ho capito tutto ha quadrato… tutto mi è stato lampante… tutte quelle connessioni che mancavano.

Iniziamo col dire che non era un incubo. Non faccio incubi da più di otto anni oramai… eh eh eh non dirò neanche da quando ma chi mi conosce bene sa.

Come ogni sogno che si rispetti è ambientato in una casa, in un appartamento, in cui ho passato parte della mia infanzia. A Caserta, da una mia carissima Zia e Zio e cuginetti.
Stavamo preparandoci per andare in palestra, eravamo tutti, dirò qualche nome, ma eravamo proprio tutti a prepararci, io, Jack, Paolo, Cate, Andrea, Manu, Bibi, Orazio, Frodo, Pieghetta, Rick, Pg, Smith, Manuela, Costanza, Giulia, Barbara, Lucy, Federico, Centauro, Riccardone, Leo, Alessandrino, Guf Olivetta, Elly, Corrado, Marcello, Emanuela, Nr, Martina, Francesca, Pietro, Peppole, Silvia, Benedetta, Zio Giova, Adriano, Emanuela … vabbè ragazzi non posso scrivere tutti e 150 nomi… eravamo TUTTI. Chi prendeva l’accappatoio, chi chiedeva se qualcuno aveva preso lo sciampo, chi la giacca del TaoFu… era stupendo averVi tutti lì, un meraviglioso caos, tutti assieme. I miei Zii erano in cucina e che chiacchieravano amabilmente come sempre. E’ un’immagine che si ripete dall’infanzia… è una costante con cui sono cresciuto. Mentre stiamo facendo tutti i preparativi ecco che suona la porta. Vado ad aprire io, anche se come al solito non sono pronto, sarò in ritardo… lo sento che sarà così… ma non me ne preoccupo più, alla porta c’è Mamma, con due amiche. La saluto come al solito, un po’ velocemente perché sono proprio in ritardo. Poi Mamma dice che deve parlare con qualcuno e la vedo che è un’anima in pena. Io vado di là e mi vado a preparare. Preparandomi scherzo e gioco e mi trovo fuori la porta di casa giocando con i bastoni con qualcuno di voi. Ma molti mancano e quindi rientro per capire cosa stanno facendo visto che erano già pronti.
Vi trovo tutti in cerchio, nessuno in mezzo, ma sono tutti in silenzio, Mamma è su un lato del cerchio e piange e c’è un posto accanto a Lei, dove vado a sedermi io. Allora le chiedo perché è così triste e lei mi risponde che è triste perché una persona Carissima non c’è più. E lei non sa come fare. L’abbraccio forte. Ed improvvisamente mi rendo conto. Mi rendo conto che è un sogno perché mi ricordo chi è la persona che non c’è più. E non riesco a farla smettere di piangere, ma so che è un sogno, e sento la vicinanza di tutti i miei Amici. Li sento come se fossi loro. Non parlano ma non servono le parole. (Cioé, ogni tanto fanno molto piacere eh! Ma non servono in quel frangente.) C’è una figura sullo sfondo, fuori dal cerchio, che cambia spesso forma. Non so chi sia, vorrei chiederglielo ma non lo faccio. Io non so che fare perché il peso di Mamma è completamente abbandonato sul mio corpo… Mi giro intorno e siete tutti lì, tutti i vostri splendidi occhi che non mi osservano solo che sono preoccupati e non capisco il perché… io lo so che è un sogno… so che potrei fare ciò che desidero… ma è questo il punto non so cosa desidero e quindi tutto si ferma… in attesa.
E’ una sensazione che le parole (in più vi sto scrivendo adesso appena mi sono svegliato perché non potevo attendere, ho ancora tutte le sensazioni che impazzano) non riescono assolutamente ad esprimere.
L’unica cosa, oltre a quella sensazione di totale attesa, sono i capelli neri, ricci e voluminosi di Mamma che sono premuti sulla mia guancia.
Mi spiace non potervi raccontare il resto… dopo un po’ ho preso la decisione di uscire dal sogno… non sapevo cosa fare… quando anche hai tutto il potere e non riesci ad esercitarlo perché ci sono quelle barriere dentro… e le ho sentite una ad una dentro… tutte quelle cazzo di barriere… ora le sto già dimenticando… ma loro sono là e ora io ne sono proprio cosciente.
Uscito dal sogno qualche concetto sparso mi ha colpito come una mazzaroccata nello stomaco (ma ne sono molto molto felice)… mica avevo notato quanto la mia Zia, in questi mesi, sia stata sempre presente! Telefonate, messaggini, squilletti, visite a casa di Formello a sorpresa… UAO! Zia! Grazie! Ed è per questo che tutto questo meraviglioso sogno si è svolto a casa sua. La seconda cosa è capire in che modo sono legato ai miei Amici. A quelle persone con cui condivido qualcosa che è di più di una passione. Un’altra è che probabilmente il mio io profondo non ha ancora accettato che Mamma sia morta.
Sapete che questa è la prima volta che la sogno da quando se ne è andata? E sono felicissimo di aver sognato Mamma con tutti Voi.
Poi certo ci sono anche quelle scoperte meno felici, le barriere, i sensi di colpa che provo perché scappavo in palestra per non vederla soffrire, la consapevolezza di non essere per nulla coraggioso perchè non sono rimasto con Lei tutto il tempo, la paura che la palestra sia solo una fuga dalla realtà e non La passione che sento e non sento, la paura che si agita (nel profondo dell’anima) della solitudine, dell’inadeguatezza delle mie capacità, la colpa di tutto quello che ho fatto passare a chi amavo in questo lungo periodo, la sofferenza causata per il mio lento sentire, per il mio lento comprendere…
… Ma queste sono solo delle cose che, finalmente, emergono nella parte cosciente e con cui, finalmente, posso farci i conti guardandole in faccia e non scorgendole da dietro un angolo di una strada per paura che mi vedano.

Oh mio dio quando ho scritto… sorry… è stata un po’ come una scuolanonscuola… e sarà piena di errori… ma adesso non la rileggo. Ve la consegno così, come l’avrei raccontata (più o meno) stando in quel cerchio che tanta energia e tanta esperienza fa fluire tra tutti noi.

Un abbraccio e un saluto dal più profondo del mio cuore.
Rak

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Sep 24 2008

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Centauro

faccio il lirico?

Filed under Sensazioni,Sogno

Ascolta,

la pioggia cade leggera,

picchietta scricchiolando sul tendalino ben teso

e lascia anelli d’amore sull’acqua calma del porto.

Nella quiete della notte il fischiettare di un uomo sereno,

perso tra le goccie di questo cielo scuro.

Ascolta,

ora la pioggia è più fitta.

la senti battere su tutta la barca

nelle sue mille note tutte diverse, tutte uguali.

Per una volta amiche

solide cime ci legano ai moli e robuste murate tengon fuori le onde.

Ascolta,

la pace di questa nota che mi fonde con l’acqua del cielo e del mare,

ora scroscia violenta e lava via le ultime tristezze dal mondo.

Ed io ascolto rapito, con l’animo estasiato

in questa struggente serenità della notte.

Tropea sett 08

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Apr 10 2008

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ziogiova

Un sogno per tutti

Filed under Sogno

Ciao ragazzi,

lunedì notte ho sognato Fabio Romano, il suo volto luminoso era davanti al mio, occhi negli occhi…
Il suo sorriso era più acceso che mai… Rideva senza distogliere lo sguardo…
Un invito per tutti noi a essere nella gioia e nella leggerezza…
Grazie Fabio!

Giovanni

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Jan 08 2008

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smith

Sogno d’estate

Filed under Sogno

Oggi vi voglio raccontare un sogno…

Ultimamente sogno moltissimo, le cose più disparate e sogno moltissimo la scuolanoscuola (una volta ho sognato Pg che cucinava gnocchi per tutti!!!).

Questo sogno l’ho fatto questa estate subito dopo l’ultima lezione di taiji e la cena a Martignano…

Sono su una scalinata alta alta che porta ad un bellissimo prato, il mio compagno (a luglio ancora era così) è accanto a me e persone conosciute sono sedute ai bordi della scalinata.

Io indosso un vestito estivo molto bello, che possiedo realmente, con una gonna lunga fino alle caviglie e molto ampio che quando c’è una piccola folata di vento la gonna vola da tutte le parti…. Inizio a scendere le scale e il vento gonfia la gonna, ad ogni scalino si gonfia un poco di più. Il mio compagno rimane su e mi guarda e mi fotografa dall’alto e io dall’alto con la gonna così gonfia sembro un fiore… (vi ricorda niente il diventare fiore?). Continuo a scendere e a sentirmi leggera con questo vento che gioca con la mia gonna e quando arrivo all’ultimo gradino e sto per scendere sul prato alzo appena appena i piedi e inizio a volare….

La gonna gonfiata di vento mi tiene su, sono a pochi centimetri dall’erba fresca e so che se provassi a far scendere un piede non potrei più volare per cui sto bene attenta e inizio a muovermi nell’aria come sott’acqua con una sensazione di libertà e di leggerezza indescrivibili….

E volo da sola…

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