Mi sono svegliato adesso, sto ancora ansimando tanta è stata la sorpresa. Mi sono accorto si essere nel sogno verso la fine e quando l’ho capito tutto ha quadrato… tutto mi è stato lampante… tutte quelle connessioni che mancavano.
Iniziamo col dire che non era un incubo. Non faccio incubi da più di otto anni oramai… eh eh eh non dirò neanche da quando ma chi mi conosce bene sa.
Come ogni sogno che si rispetti è ambientato in una casa, in un appartamento, in cui ho passato parte della mia infanzia. A Caserta, da una mia carissima Zia e Zio e cuginetti.
Stavamo preparandoci per andare in palestra, eravamo tutti, dirò qualche nome, ma eravamo proprio tutti a prepararci, io, Jack, Paolo, Cate, Andrea, Manu, Bibi, Orazio, Frodo, Pieghetta, Rick, Pg, Smith, Manuela, Costanza, Giulia, Barbara, Lucy, Federico, Centauro, Riccardone, Leo, Alessandrino, Guf Olivetta, Elly, Corrado, Marcello, Emanuela, Nr, Martina, Francesca, Pietro, Peppole, Silvia, Benedetta, Zio Giova, Adriano, Emanuela … vabbè ragazzi non posso scrivere tutti e 150 nomi… eravamo TUTTI. Chi prendeva l’accappatoio, chi chiedeva se qualcuno aveva preso lo sciampo, chi la giacca del TaoFu… era stupendo averVi tutti lì, un meraviglioso caos, tutti assieme. I miei Zii erano in cucina e che chiacchieravano amabilmente come sempre. E’ un’immagine che si ripete dall’infanzia… è una costante con cui sono cresciuto. Mentre stiamo facendo tutti i preparativi ecco che suona la porta. Vado ad aprire io, anche se come al solito non sono pronto, sarò in ritardo… lo sento che sarà così… ma non me ne preoccupo più, alla porta c’è Mamma, con due amiche. La saluto come al solito, un po’ velocemente perché sono proprio in ritardo. Poi Mamma dice che deve parlare con qualcuno e la vedo che è un’anima in pena. Io vado di là e mi vado a preparare. Preparandomi scherzo e gioco e mi trovo fuori la porta di casa giocando con i bastoni con qualcuno di voi. Ma molti mancano e quindi rientro per capire cosa stanno facendo visto che erano già pronti.
Vi trovo tutti in cerchio, nessuno in mezzo, ma sono tutti in silenzio, Mamma è su un lato del cerchio e piange e c’è un posto accanto a Lei, dove vado a sedermi io. Allora le chiedo perché è così triste e lei mi risponde che è triste perché una persona Carissima non c’è più. E lei non sa come fare. L’abbraccio forte. Ed improvvisamente mi rendo conto. Mi rendo conto che è un sogno perché mi ricordo chi è la persona che non c’è più. E non riesco a farla smettere di piangere, ma so che è un sogno, e sento la vicinanza di tutti i miei Amici. Li sento come se fossi loro. Non parlano ma non servono le parole. (Cioé, ogni tanto fanno molto piacere eh! Ma non servono in quel frangente.) C’è una figura sullo sfondo, fuori dal cerchio, che cambia spesso forma. Non so chi sia, vorrei chiederglielo ma non lo faccio. Io non so che fare perché il peso di Mamma è completamente abbandonato sul mio corpo… Mi giro intorno e siete tutti lì, tutti i vostri splendidi occhi che non mi osservano solo che sono preoccupati e non capisco il perché… io lo so che è un sogno… so che potrei fare ciò che desidero… ma è questo il punto non so cosa desidero e quindi tutto si ferma… in attesa.
E’ una sensazione che le parole (in più vi sto scrivendo adesso appena mi sono svegliato perché non potevo attendere, ho ancora tutte le sensazioni che impazzano) non riescono assolutamente ad esprimere.
L’unica cosa, oltre a quella sensazione di totale attesa, sono i capelli neri, ricci e voluminosi di Mamma che sono premuti sulla mia guancia.
Mi spiace non potervi raccontare il resto… dopo un po’ ho preso la decisione di uscire dal sogno… non sapevo cosa fare… quando anche hai tutto il potere e non riesci ad esercitarlo perché ci sono quelle barriere dentro… e le ho sentite una ad una dentro… tutte quelle cazzo di barriere… ora le sto già dimenticando… ma loro sono là e ora io ne sono proprio cosciente.
Uscito dal sogno qualche concetto sparso mi ha colpito come una mazzaroccata nello stomaco (ma ne sono molto molto felice)… mica avevo notato quanto la mia Zia, in questi mesi, sia stata sempre presente! Telefonate, messaggini, squilletti, visite a casa di Formello a sorpresa… UAO! Zia! Grazie! Ed è per questo che tutto questo meraviglioso sogno si è svolto a casa sua. La seconda cosa è capire in che modo sono legato ai miei Amici. A quelle persone con cui condivido qualcosa che è di più di una passione. Un’altra è che probabilmente il mio io profondo non ha ancora accettato che Mamma sia morta.
Sapete che questa è la prima volta che la sogno da quando se ne è andata? E sono felicissimo di aver sognato Mamma con tutti Voi.
Poi certo ci sono anche quelle scoperte meno felici, le barriere, i sensi di colpa che provo perché scappavo in palestra per non vederla soffrire, la consapevolezza di non essere per nulla coraggioso perchè non sono rimasto con Lei tutto il tempo, la paura che la palestra sia solo una fuga dalla realtà e non La passione che sento e non sento, la paura che si agita (nel profondo dell’anima) della solitudine, dell’inadeguatezza delle mie capacità , la colpa di tutto quello che ho fatto passare a chi amavo in questo lungo periodo, la sofferenza causata per il mio lento sentire, per il mio lento comprendere…
… Ma queste sono solo delle cose che, finalmente, emergono nella parte cosciente e con cui, finalmente, posso farci i conti guardandole in faccia e non scorgendole da dietro un angolo di una strada per paura che mi vedano.
Oh mio dio quando ho scritto… sorry… è stata un po’ come una scuolanonscuola… e sarà piena di errori… ma adesso non la rileggo. Ve la consegno così, come l’avrei raccontata (più o meno) stando in quel cerchio che tanta energia e tanta esperienza fa fluire tra tutti noi.
Un abbraccio e un saluto dal più profondo del mio cuore.
Rak
Tags: Intuizioni, Sogno