La serata di ieri ma anche il post di chou hanno acceso in me questa domanda: “come si può abbracciare un demone? (“dáimon” in greco).
Sono andato a cercare l’origine e il significato della parola. Spesso l’etimologia della parola racchiude significati molto profondi. E il significato che ho trovato è questo:
“il demone è l’intermediario tra l’uomo e il divino, ciò che ci fà fare il salto verso il sovra-sensibile”.
Chou nel suo post parla del messaggio di Gesu arrivato a suo fratello: “hai vissuto solo fino a metà, coltivando la tua rabbia, ora devi imparare ad abbracciare tutto”. Il demone della rabbia.
Ieri il demone della mosceria. Dell’inconsapevolezza, della superficialità. Che hanno tutti la stessa radice: la paura.
La paura di non essere nulla.
Ed è intorno a questa paura che l’ego si struttura, si rafforza. Di cui si nutre. Aggrappandosi disperatamente per non soccombere. Per continuare a esistere, per affermare il proprio io sono.
E quindi le sfide, i nemici, il senso di separazione, il vittimismo, la rabbia, la disperazione, la depressione. Tutto cibo per l’ego. In una parola: i demoni.
Ma non voglio limitarmi a una disgressione filosofica sull’argomento. Voglio condividere con voi un esperienza molto forte di qualche giorno fa.
Ero andato a dormire dopo una giornata intensa e faticosa. Piena di pensieri, preoccupazioni, frustrazioni e dubbi. Su me stesso, sulla vita. Sul senso di tutto questo.
Mi sono messo a dormire. E per un pò sono riuscito a riposare. Ma sentivo che qualcosa “lavorava” dentro di me. Verso le quattro di mattina l’ho sentito.
Una presenza oscura, potente. Che cercava di avvicinarsi a me. Attirato dalla mia stessa energia di quel momento.
Mi sono svegliato del tutto è ho avuto una paura incredibile. Non saprei definirlo a parole ma sentivo che c’era qualcosa che non era me e che in qualche modo mi stava aggredendo.
Non ci ho messo molto a capire l’unica cosa che potevo fare: mi sono messo a pregare. Ho pregato il mio angelo custode, la prima preghiera che ho imparato da bambino. Incessantemente. Non sò nemmeno per quanto tempo. Finchè non mi sono addormentato.
Poi ho dormito molto bene, ma la mattina dopo ero ancora molto scosso. Sò che è stato solo un avvertimento, una sorta di “svegliati!” “sii più attento”. Un pò la stessa sensazione di essere scampati ad un incidente in macchina
Anni fa ho fatto un sogno. Scrissi il sogno nel mio diario. Sul momento non riuscii ad capirlo quel sogno. Poi negli anni quelle immagini sono diventati fatti reali, che ho vissuto.
L’ultima parte del sogno riguardava una sorta di lotta tra “il bene e il male”. E anche questa si sta avverando.
Sento molto forte che tutto sta accelerando. Che questo è un momento intenso per tutti. Le vicende della nostra scuola lo confermano, così come quello che succede nel mondo.
A livello profondo “bene” e “male” non esistono. Sono solo energie che contribuiscono in egual misura all’evoluzione della consapevolezza umana.
Per prafrasare Piergiorgio: ci sono solo due modi perchè l’acqua torbida possa purificarsi, l’esposizione ai raggi del sole o il filtraggio nel terreno. Ovvero la via del “cielo” e la via “terrena”.
La scelta è di ognuno di noi. Sempre. In ogni momento, in ogni gesto, in ogni parola, in ogni pensiero.
Vi lascio con questa frase di Rumi che ho letto qualche giorno fa:
“Il tuo compito non è di cercare l’amore, ma solo di cercare tutte le barriere che hai costruito dentro di te per difenderti da lui”
Per chiudere mi permetto di aggiungere:
ogni barriera che ti sei creato
è un demone. Ti da struttura, ti protegge, ti da un senso di identità.
E per un pò va bene così. Ma arriva il momento in cui
la Vita ti da il dono di “vedere” un tuo demone.
Abbraccialo, ringrazialo e
lascialo andare.
E’ tempo di andare oltre