Apr 15 2012

alessandro76
La Verità ci (sta per rendere?) renderà Liberi
In questo periodo di possibile cambiamento piu’ che mai
“Siate candidi come colombi e astuti come serpenti”
Ammazza aoh che citazione.
A presto
Apr 15 2012

In questo periodo di possibile cambiamento piu’ che mai
“Siate candidi come colombi e astuti come serpenti”
Ammazza aoh che citazione.
A presto
Apr 14 2012

cari amici
richard feynman è stato un grande fisico e una grande anima.
Premio nobel mi pare nel 1968 o 69, le sue lezione erano incredibili, molte persone andavano all’università ad assistervi anche se non erano studenti di fisica (come ai tempi di Socrate e Platone e Aristotele ad Atene) per il piacere di ascoltarlo. Infatti non insegnava solo la scienza, ma anche a pensare, ad aprirsi, a divenire più intelligenti, ad aprirsi alle intuizioni (tipico dei geni, non dei freddi razionali).
In questo breve video parla di aprirsi alla bellezza e che la scienza non dovrebbe rendere sterile l’anima, ma renderla ancora più aperta al mistero e alla bellezza dell’universo.
Perchè ve lo propongo ? Perchè credo che quello che Feynman dice per i fisici valga in realtà per la mente in genere: lì dove la usiamo solo come logica e come analisi, usare invece la comprensione per stupirci di più e aprirci a piani più alti della mente stessa (il che è anche meditazione). La bellezza non è solo in un fiore, ma anche in una legge fisica, negli atomi, nel moto delle molecole… non è così ? la bellezza è su tutte le scale della vita, è la vita stessa, anche nella dimensione atomica !
Usare la mente in modo che più capisce più si stupisce.
Non è così che un iniziato usa la mente ? Lasciatemi ripeterlo:
usare la mente in un modo tale che più capisce più si stupisce. E’ bellissimo !
Pensate da quanto è diverso dall’ usarla solo come generatore di problemi e notebook degli impegni e accumulatore di ricordi superficiali….come la gran parte delle persone fanno.
Per chi voglia approfondire la fisica consiglio di leggere i suoi libri divulgativi, molto belli e ben fatti, tipo ‘sta scherzando mr faynman’ e altri (tipo ‘sette pezzi facili’ e ‘sette pezzi meno facili’ ecc…) che danno davvero una pista a questa schiera di libri di moda sulla fisica, scusate, secondo me molto superficiali e fricchettoni e senza competenza vera dentro, ma solo sensazionalismo. Con le lezioni di Feynman si impara a pensare e a stupirsi.
Cari amici, una stretta felice ad ognuno
pg
Apr 13 2012

Sep 06 2011

www.youtube.com/watch?v=2He4c-E3bbs
Ben tornati tutti
è bello ritrovarVi (anche se non vi ho mai perso
)
Questo video mi ha toccato corde antiche ed importanti, mi ha dato delle risposte, mi ha commosso…
Un grande abbbbbbraccio
Ale
opss scusate Caravaggio
Apr 30 2011

Ho trovato questo brano molto interessante e volevo condividerlo con voi. David Bohm è stato uno dei padri della fisica quantistica.
“…Dopo questo ebbi molti incontri, cominciai a vedere Krishnamurti regolarmente, a discutere con lui ogni volta che veniva a Londra. Fu l’inizio di una associazione divenuta più stretta tanto che mi sono interessato alle scuole, come Bockwood Park in Inghilterra, fondata per sua iniziativa. Durante quelle discussioni, esaminammo in profondità numerose questioni che riguardavano il mio lavoro scientifico.
Studiammo la natura dello spazio, del tempo e dell’ universo in rapporto alla natura esterna e in rapporto alla mente. Ma poi passammo a considerare il disordine generale e la confusione che domina la coscienza dell’umanità. E’ lì che incontrai ciò che sento essere la più importante scoperta di Krishnamurti.
Ciò che diceva con serietà è che tutto quel disordine, causa ovunque di tanta infelicità e sofferenza e che impedisce agli uomini di operare efficacemente insieme, ha la sua radice nel fatto che ignoriamo tutto della natura generale dei nostri processi di pensiero o, per esprimerlo diversamente, si può dire che non vediamo ciò che succede quando siamo presi dall’attività del pensiero.
Osservando da molto vicino quell’attività, Krishnamurti sente che percepisce direttamente quel pensiero come un processo materiale che ha luogo all’interno dell’essere umano, nel cervello e nel sistema nervoso che costituiscono un tutto. In generale, abbiamo la tendenza ad essere principalmente coscienti del contenuto di quel pensiero piuttosto che del modo con cui avviene.
Si può chiarire questo punto vedendo ciò che succede leggendo un libro. Di solito si fa attenzione solo a ciò che si legge. Però si può avere coscienza anche del libro stesso, di come è fatto, delle pagine, delle parole, dell’inchiostro ecc. Lo stesso possiamo prendere coscienza della struttura e della funzione reale del processo del pensiero e non solo del suo contenuto.
Come si può sviluppare una tale coscienza? Krishnamurti dice che questo esige ciò che chiama meditazione. Tuttavia si sono dati a quella parola tanti significati diversi e anche contraddittori, molti di essi sottintendendo un vago misticismo. Krishnamurti ha in mente una nozione ben precisa e chiara quando si serve di quella parola. Si può ottenere un’indicazione preziosa del suo significato considerando l’origine della parola (le radici delle parole confrontate al senso generalmente accettato oggi, spesso forniscono stupefacenti vie per arrivare al loro significato profondo).
La parola inglese méditation è basata sulla radice latina med, che è “misurare”. Il senso attuale è “riflettere” e “dare una grande attenzione a”. In modo simile, la parola sanscrita Dhyana è molto vicina a dhyati che significa riflettere. Per cui meditare sarebbe riflettere, pensare, mettendo molta attenzione anche a ciò che avviene in questo tempo. Forse è ciò che intende Krishnamurti con l’inizio della meditazione. Cioè prestare molta attenzione a ciò che avviene in congiunzione con l’attività reale del pensiero che è la sorgente soggiacente al disordine generale.
Questo si fa senza scelta, né critica, senza rifiutare o accettare ciò che succede. E tutto questo si accompagna a riflessioni sul senso di ciò che si apprende, sull’attività del pensiero (potrebbe essere come leggere un libro le cui pagine sono state scompigliate e essere intensamente cosciente di quel disordine, piuttosto che cercare solo di trovare un senso al contenuto confuso che si presenta quando si prendono le pagine come il caso le ha messe).
Krishnamurti ha osservato che, il fatto stesso di meditare, mette ordine nell’attività di pensiero senza l’intervento della volontà, della scelta o della decisione o di alcun’altra azione di colui che pensa. Nel momento in cui si stabilisce quell’ordine, il rumore e il caos, che sono la fonte abituale della nostra coscienza, si estinguono e la mente diventa generalmente silenziosa (il pensiero non nasce che quando è necessario, poi si ferma fino a che non è di nuovo necessario).
In quel silenzio Krishnamurti dice che si produce qualcosa di nuovo e creativo, che non può essere tradotto a parole, ma che è di uno straordinario significato per l’insieme della nostra vita. Così non tenta di comunicarlo a parole, ma domanda a coloro che sono interessati a questo, di esplorare il problema della meditazione direttamente da se stessi prestando un’attenzione vera alla natura del pensiero.
Senza provare ad approfondire il problema della meditazione, si può dire che la meditazione, nel senso che le dà Krishnamurti, può mettere ordine in ogni nostra attività mentale e questo puo’ essere un fattore chiave suscettibile di mettere fine all’afflizione, al malessere, al caos e alla confusione che sono da sempre lo scotto dell’umanità e che continuano ad esserlo senza prospettiva di cambiamento in un prossimo avvenire.
L’opera di Krishnamurti è piena di ciò che si può chiamare “l’essenza di un approccio scientifico ai problemi”, sotto la sua forma più alta e più pura. Così, parte da un fatto che concerne la natura del processo di pensiero. Questo fatto è stabilito con una grandissima attenzione, che sottende l’osservazione accurata del processo della coscienza. In questo si apprende costantemente e da questo viene la conoscenza della natura generale del processo del pensiero.
Quella conoscenza è poi messa alla prova. Dapprima si vede se è coerente, razionale. Poi si vede se conduce all’ordine e alla coerenza e ciò che ne consegue nella vita considerata come un tutto. Krishnamurti mette sempre l’accento sul fatto che non è in nessun modo un’autorità.
Ha fatto certe scoperte e fa semplicemente del suo meglio per renderle accessibili a tutti quelli capaci di ascoltarlo. La sua opera non contiene dottrina e non offre tecniche o metodi per ottenere il silenzio della mente.
Non cerca di fondare un nuovo sistema di credo religioso. Pensa piuttosto che è ad ogni essere umano vedere se può scoprire da solo ciò che lui ha indicato e, a partire da lì, fare nuove scoperte per proprio conto.”
Apr 27 2010

carissimi
in scia con il bel post di Alessandro e con la serata sulla fisica vi invito a vedere questo breve video in italiano, che riprende quello che dicevamo sulle particelle che distanti tra di loro sono comunque collegate.
Se è vero per due particelle è vero per tutto quel che vediamo perchè tutto è fatto di atomi e particelle… Questo computer, il mio corpo, gli uccelli che cantano e quelle nuvole, tutto è collegato.
Allora la separazione è solo un’ illusione !
La fisica moderna pare camminare più velocemente della teologia e ormai sembra più un invito a cambiare occhi e vedere il miracolo dell’esistenza che una noisa serie di formulette spente.
L’insegnamento degli antichi mistici “tutto è uno” è ciò che la scienza ormai afferma.
Non è incredibile far parte di questo mistero miracoloso e viverci proprio dentro ? ![]()