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Mar 28 2011

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Prepararsi al ritiro di Meditazione del prossimo week end

Filed under digiuno,Meditazione,ritiro

Cari amici

a chi sarà presente al prossimo intensivo di meditazione del 2-3 Aprile vorrei ricordare che si terrà in totale silenzio e in digiuno. Sebbene un breve digiuno di 2 giorni sia affrontabile da tutti senza problemi vorrei comunque dare dei suggerimenti per renderlo più efficace e più in sintonia con la meditazione.

Il digiuno è una pratica antichissima, presente in tutte le tradizioni spirituali. Il suo fine ovviamente non è essere magri e belli (anche se purificandoci nel profondo questo avviene come conseguenza) ma quello di accendere l’incredibile potere di autoguarigione e di potenziare e raffinare la circolazione energetica, a livelli altissimi. Molti la chiamano “l’unica cura autentica”. Anche se potrebbe sembrarvi esagerato, sappiate che ha a che fare con l’alchimia e con gli insegnamenti segreti di tutte le tradizione esoteriche, d’oriente e d’occidente.

Socrate lo praticava regolarmente e lo insegnava ai suoi seguaci, per divenire “più acuti e intelligenti” diceva lui, e così il suo allievo Platone. Pitagora lo protrasse per 30 giorni prima di una importante prova e così altri maestri occidentali dei quali la scuola ci tramanda le parole ma purtroppo non il loro nobile stile di vita. Secondo alcuni scritti sembra anche che Seneca si sia nutrito per anni di sola frutta fresca, lasciando secondo lui il cibo gretto ai gretti di Spirito….

Uno dei più noti digiunatori era il grande Gesù di Nazareth, che come tutti gli esseni praticava il digiuno regolarmente, alternandolo al cibo del sole (come lo chiamavano gli esseni stessi) ovvero la verdura e ancor più la frutta. A noi è arrivato il suo digiuno nel deserto di 40 giorni, ma questo numero appare anche nella tradizione ebrea (Gesù era un ebreo, non un cristiano) e potrebbe essere stato messo apposta per far ritornare proprio questo numero. Tra l’altro è da questo numero che derivano i giorni di quaresimo, 40 appunto.

E’ probabile che il grande maestro fosse giunto a nutrirsi di sola luce, di energia vitale direttamente senza bisogno di usare la “centrale nucleare dello stomaco e dell’intestino”, ovvero senza più bisogno di dover mangiare, assumendo direttamente energia dal cosmo. Secondo anche gli antichi e segreti insegnamenti dell’alchimia: trasformare direttamente l’aria e il sole in energia, senza la digestione, ma con la meditazione, la preghiera e gli stati profondi di coscienza, fondendosi con l’universo (samadhi) al punto che ti sostiene direttamente.
Ovviamente non ha nulla a che fare con l’anoressia. L’anoressico non “riceve energia direttamente”, e si spegne privo di forza e isolandosi dal mondo, chiudendosi in se stesso, schiacciato dalle proprie paure e non elevandosi verso l’alto.

Diversi mistici e santi hanno manifestato questa capacità.
Attualmente in India c’è un uomo che dopo una visione della divinità che gli ha toccato la lingua dicendogli che da ora lo avrebbe sostenuto lei stessa, non ha più ne mangiato ne bevuto, da 70 anni,
e tutto questo monitorato dai medici e dalla scienza. E’ apparso anche su voyager e al tg e vi allego quì sotto il link della trasmissione (vi consiglio di vederla).

Tornando alla preparazione al ritiro vorrei dire che esistono vari gradi di intossicazione anche in chi “sta bene” legati alla “normale” alimentazione ma anche ai medicinali presi (e che si accumulano in noi) nonchè alle emozioni e ai pensieri che di solito la persona accoglie in se e lascia entrare.

Astenersi dalla carne, dal latte e dai suoi derivati, dagli zuccheri raffinati (sostituiti dallo zucchero di canna vero e dal buon miele) , dall’alcool e bere solo acqua naturale è già moltissimo. Insieme a pensieri elevati ed emozioni nobili.
Quando digiuniamo possiamo sentire malessere, ma non perchè manca il cibo, ma perchè non mangiando il corpo inizia a fare le pulizie interne, e il sangue si carica (per espellerle) di tutte le tossine che abbiamo accumulato dentro da anni e anni.
Questo processo di pulizia è aiutato dalla preparazione al digiuno, con cibi crudi come frutta e verdura e frutta secca e con verdure cotte (meglio al vapore e non troppo) e legumi.
Vi consiglio di non fare colazione la mattina di sabato, di bere un tè verde o se non potete farne a meno un caffè (ma senza latte).
Se temete il digiuno portatevi della frutta fresca. Ma non buttatevici subito, potreste vedere che non era fame ma solo “ansia da cibo” (che si riflette nel modo in cui viviamo le relazioni, ne parleremo al ritiro. Relazione con Dio e noi stessi, col cibo e col prossimo sono tutt’uno).

Per chi si sentisse pronto ad un grado di purificazione più alto può mangiare solo frutta fresca, verdura cotta e cruda e frutta secca, evitando anche tutti gli amidacei (pane, pasta, riso, legumi…) praticando meditazione più volte al giorno e astenendosi consapevolmente da pensieri e emozioni di basso livello e contenendo e canalizzando (ma non reprimendo) intelligentemente l’energia sessuale.
Diversi di noi proseguono il digiuno per alcuni giorni alla fine del ritiro, e quì la preparazione si fa ancora più importante, per non ritrovarsi intossicati proprio da quelle tossine che il digiuno protratto stà scrostando e rimuovendo.

E’ anche importante non avventarsi su qualsiasi cosa sia tranguggiabile alla fine del digiuno, ma prendere piccole quantità di sola frutta e verdura e bere acqua naturale lontano dai pasti, per un numero di giorni uguale a quello del digiuno stesso. Queste accortezze sono essenziali sopratutto nel caso di digiuni lunghi e quindi per chi si sentisse di proseguirlo dopo il ritiro. Non vogliono essere “regole rigide” ma strumenti importanti per aiutare il corpo nell’ importantissimo processo di disintossicazione dalle tossine e schifezze varie (muco), poichè il processo continua per giorni anche quando riprendiamo a mangiare.

Ricordate il cuscino o lo sgabbellino da meditazione e una benda per bendare gli occhi.

Un breve digiuno insieme all’occasione di ritirarsi dal fare quotidiano per meditare, riposandosi e rigenerandosi nel silenzio è davvero importante. Ed è l’opportunità e il servizio che gli intensivi al borgo di Tragliata vogliono offrire. Dovrebbe essere praticato di tanto in tanto da tutti i meditanti che vogliono nutrire la pratica e il fuoco interiore. Il grande Yogananda ne parlava spesso, accennando che tutto questo era anche insegnato dal grande maestro cristico (eternamente 25 enne) Babaji, ritratto quì sotto.

Un abbraccione forte a tutti, che la forza e la risata del guerriero siano con ognuno.

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