Archive for the 'alimentazione' Category

Apr 10 2012

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cams

Tronchetto Abruzzese della Mamma!

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Con immenso piacere condivido un paio di ricette mamma, a grande richiesta e con immenso amore di pg e di tutti voi!

Il tronchetto abruzzese e non torrone!!!, chiedo venia ops :roll: , è di casa da qualche anno nel iodo natalizio.

La torta o crostata di frutta invece fa le sue comparse ai compleanni!

La pizza integrale e la farinata di ceci, che mi ha suggerito la dolcissima stefania, le ho rese ancor più dolci con l’aggiunta delle cipolle di cui sono golosissimo!

Le  ricette originali sono affiancate da varianti contenenti ingredienti più salutari!

Al momento ho sostituito alla farina bianca 00,  farine integrali quali farro, ceci e grano saraceno, allo zucchero raffinato quello di canna integrale o anche il fruttosio ed alla cioccolata quella fondente oltre il 70%.

In passato ricordo di aver fatto un budino vegetale con la maizena e l’agar agar, come addensanti, ed il latte di soia.

Sto cercando delle valide alternative al lievito, le uova ed il burro, escludendo l’uso di margarina non idrogenata. Sono graditi tantissimi suggerimenti!

Crema pasticcera, pasta frolla e pasta sfoglia di torte dolci e salate sarebbero molto più leggere e buone!  :razz:

Una carezza e un abbraccio forte,

Carmelo

 

Cliccate in basso visualizzare e scaricare le ricette in formato .

Tronchetto Abruzzese

Torta di Frutta

Pizza Integrale & Farinata

 

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Dec 21 2011

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jack

Benvenuto Vegcoach!

Cari Amici miei,

volevo condividere con voi l’esperienza di una mia cara amica che ha inventato un nuovo lavoro…
Il Vegcoach: ossia colui che ti aiuta a trasformare la tua alimentazione da carnivora a vegetariana o vegana.
Sto semplificando in maniera brutale…ma in soldoni il senso è questo.
Roberta, questo è il suo nome, ha realizzato un sito e si offre di istruire coloro che vogliono avvicinarsi ad una alimentazione più armonica, sostenibile e, aggiungo io, volta a ridurre il livello di sofferenza del mondo, siano essi singole persone, o ristoranti, mense.
Sarebbe bello magari invitarla una sera a Taiji per farci raccontare un po’ che ne pensate?
Io lo trovo un lavoro favoloso, e mi auguro che Roberta abbia proprio la fortuna che merita.
date un occhiata al sito:
www.vegcoach.it
e , se lo sentite diffondetelo.
vi abbraccio stretti,

sempre vostro,

Jack

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Nov 04 2011

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Caravaggio

Kamut: un mito da sfatare :-(

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Ha buone proprietà nutrizionali ed è eccellente per la pastificazione, ma non è stato “risvegliato” da una tomba egizia e non è adatto ai celiaci. Inoltre viene coltivato e venduto in regime di monopolio, ha un costo eccessivo, e una pesante impronta ecologica. Luci ed ombre del Kamut – o meglio, del Khorasan: un tipo di frumento che tra l’altro abbiamo anche in Italia.

“Kamut” non è il nome di un grano, ma il marchio commerciale (come “Mulino Bianco” o “McDonald’s”) che la società Kamut International ltd (K.Int.) ha posto su una varietà di frumento registrata negli Stati Uniti con la sigla QK-77, coltivata e venduta in regime di monopolio e famoso in tutto il mondo grazie ad un’operazione di marketing senza precedenti.
C’è chi chiama questa varietà il “grano del faraone” perché si racconta che i suoi semi sono stati ritrovati intorno alla metà del secolo scorso in una tomba egizia ed inviati nel Montana, dove dopo migliaia di anni sono stati “risvegliati” e moltiplicati.

Il frumento prodotto e venduto con il marchio Kamut è coltivato negli Stati Uniti (Montana) e nel Canada (Alberta e Saskatchewan), sotto lo stretto controllo della famiglia Quinn, proprietaria della società K.Int.; in Italia è importato solo da aziende autorizzate e può essere macinato solo da mulini autorizzati. Tutti i prodotti che portano il marchio sono preparati e venduti sotto licenza della K.Int e sotto il controllo della Kamut Enterprises of Europe.
Il marketing decisamente efficace che è alla base del successo del Kamut ha fatto leva su tre aspetti: la suggestiva leggenda del suo ritrovamento, l’attribuzione di eccezionali qualità nutrizionali ed una presunta compatibilità per gli intolleranti al glutine. Parliamone.

Il Frumento orientale o Grano grosso o Khorasan – lo chiamiamo col suo nome tramandato, comune e “pubblico”, mentre Kamut è un nome di fantasia registrato – è una specie (Triticum turgidum subsp. turanicum) appartenente allo stesso gruppo genetico del frumento duro: presenta un culmo (fusto) alto anche 180 cm; ha la cariosside (chicco) nuda e molto lunga, più di quella di qualunque altro frumento; è originario della fascia compresa tra l’Anatolia e l’Altopiano iranico (Khorasan è il nome di una regione dell’Iran); nel corso dei secoli si è diffuso sulle sponde del Mediterraneo orientale, dove in aziende di piccola scala è sopravissuto all’espansione del frumento duro e tenero.

L’invenzione commerciale del ritrovamento
Dunque, per trovare il Khorasan in Egitto non era (e non è) davvero necessario scomodare le tombe dei faraoni; senza contare che un tipo di Khorasan era (e, marginalmente ancora è) coltivato anche tra Lucania, Sannio e Abruzzo: è laSaragolla, da non confondere con una omonima varietà migliorata di frumento duro ottenuta da un incrocio e registrata nal 2004 dalla Società Produttori Sementi di Bologna. Inoltre non bisogna dimenticare che la germinabilità del frumento decade dopo pochi decenni, per quanto ideali siano le condizioni di conservazione. Tutto questo porta ariconoscere nella storia del presunto ritrovamento del Khorasan/Kamut solo una fantasiosa invenzione commerciale, eleborata per stimolare il desiderio di qualcosa di puro, antico ed esotico. E, a onor del vero, la stessa K.Int. ha preso le distanze salla leggenda che, prealtro, ormai non ha più bisogno di essere incoraggiata.
Dai dati oggi disponibili, di fonte pubblica e privata, tra gli elementi di maggiore caratterizzazione del Khorasan ci sono un elevato contenuto proteico, in generale superiore alla media dei frumenti duri e teneri, e buoni valori di beta-carotene e selenio; per le altre componenti qualitative e nutrizionali non ci sono differenze sostanziali rispetto agli altri frumenti.

Glutine: non ne è né privo né povero
Bisogna, infatti, chiarire che, come ogni frumento, il Khorasan è inadatto per l’alimentazione dei celiaci, perché contiene glutine (e non ne è né privo né povero, come, poco responsabilmente, una certa comunicazione pubblicitaria afferma o lascia intendere) e ne contiene in misura superiore a quella dei frumenti teneri ed a numerose varietà di frumento duro.

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Kamut: glutine secco 15,5%, glutine/proteine 94,5%

Frumento duro: glutine secco 12,5%, glutine/proteine 87,5%

Farro dicocco: glutine secco 14%, glutine/proteine 79%

Frumento tenero: glutine secco 13,4%, glutine/proteine 80,6%

Farro spelta: glutine secco 17,1%, glutine/proteine 93%

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Detto ciò, il Khorasan è certamente un frumento rustico, con ampia dattabilità ambientale, eccellente per la pastificazione. Come ogni frumento che non è stato sottoposto a procedimenti di miglioramento genetico o ad una pressione selettiva troppo spinta, e proprio per questo motivo pare sia più facilmente digeribile dalle persone che soffrono di lievi allergie e intolleranze, comunque non riconducibili alla celiachia: ma questo è proprio ciò che si può dire dei farri e delle “antiche” varietà di frumento duro e tenero. Se la sua coltivazione è biologica (come permette la sua rusticità e come, per i propri prodotti, assicura il disciplinare del marchio Kamut), si può dire che senz’altro è un prodotto salutare, senza però scadere in esagerazioni né in forzature incoraggiate dalla moda e dal marketing del salutismo.

Costi elevati, per il portafoglio e per il Pianeta
Restano ancora tre aspetti che gettano un’ombra sul prodotto a marchio Kamut (ma non sul Khorasan!):

è  il monopolio commerciale imposto dalla K.Int. su un frumento tradizionale che, come tale, dovrebbe invece essere patrimonio di tutti, e più di chiunque altro delle comunità che nel tempo lo hanno conservato e tramandato;

è  il costo eccessivo del prodotto finito (dall’80 al 200% in più di una pasta di comune grano duro biologico), poco giustificabile a sostanziaòe parità di valori qualitativi e nutrizionali, dovuto al regime di monopolio, ai costi di trasporto, ai diritti di uso ed ai costi di propaganda, ma dovuto anche agli effetti di un mercato dell’eccellenza che trasforma il cibo in oggetto di lusso, di gratificazione e di distinzione, e che specula sul desiderio di rassicurazione e sul bisogno di salute;

è  la pesante impronta ecologica legata allo spostamento di un prodotto perlopiù coltivato dall’altra parte del Mondo che arriva sulle nostre tavole attraverso una filiera molto lunga (migliaia di chilometri), e che, solo per questo fatto, non è compatibile con la filosofia della decrescita e con l’attenzione al consumo locale, fatto se possibile a “chilometro zero”.

Note
Per i dati riferiti in questo articolo sono stati consultati i siti dell’Associazione Italiana Celiachia (www.celiachia.it), dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (www.inran.it), della Kamut International (www.kamut.com), dell’United States Department of Agricolture (www.usda.gov), dell’Insitute Sciwentifique de Recherche Agronomique (http://grain.jouy.inra.fr), l’articolo di A. R. Piergiovanni, R. Simeone, A. Pasqualone, “Composition of whole and refine meals of Kamut under southern Italian conditions” su Chemical Engineering Transactions, 2009, vol. 17: 891-896. Alcuni dati sonostati indicati da Oriana Porfiri (comunicazione personale).
Fonte: aam Terra Nuova, marzo 2010, n°248, pagg.73-76

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Aug 31 2011

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Ric

Link Vegan/Vegetariano interessante

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Alcuni piccoli spunti per capirne di più…

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8849&mode=thread&order=0&thold=0

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Jun 06 2011

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pg

per una alimentazione superiore – parte 3

Cari amici

questo bel video non è cruento come il secondo e pone l’enfasi sulla scelta vegana per aiutare il mondo. La parte più interessante è quella centrale e finale secondo me, e vi invito a vederlo.

A chi mi ha scritto che la carne sviluppa il cervello e la bellezza vorrei solo rispondere quì in pubblico che i seguenti personaggi ne hanno fatto a meno (e molti di loro hanno anche vissuto senza latte e uova, o di sola frutta) e a me pare proprio che non siano ne stupidi ne incapaci di creare ne brutti, non vi pare ? ;-)

Socrate – Albert Einstein – Isaac Newton – Leonardo da Vinci – Platone – Thomas Edison – Charles Darwin – Van Gogh – San Francesco – Pitagora – Lev Tolstoi – Emerson – Hesse – Kafka – Gandhi – Nikola Tesla – Gauthama il Buddha – gli esseni come San Giovanni e Gesù di Nazareth – Plotino – Plutarco – Voltaire – Charlie Chaplin – Wagner – Erasmo da Rottherdam – Martin Luther King – Bodhidharma – Ghoete – Krishamurti – Omraam – Bob Dilan – Osho – Jovanotti – Tiziano Terzani – Margherita Hack – Jack Jhonson – Sting – Michael Jackson – Brad Pitt – Pier Giorgio Caselli – Richard Gere – Paul Newman – Dustin Hoffman – Kim Bassinger – Michelle Pfeiffer ecc… ecc… ecc…

In particolare quello tra Brad Pitt e Richard Gere è davvero bellissimo ! :-)

Possano l’uomo e la donna svegliarsi, intuendo prima quel che è buono e giusto e avendo poi il coraggio, la forza di volontà, la dignità e l’energia di attuarlo nella propria vita senza troppe chiacchiere cari amici. Per ogni cosa. Per tutti gli esseri.

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Jun 02 2011

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pg

per una alimentazione superiore – parte 2

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Questo secondo video cari amici è molto forte e sconsiglio di vederlo a chi è fragile. Chiedo scusa a tutti, ma credo che non vedere non voglia dire non essere colpevoli. Fin quando accettiamo tutto senza vedere, quanto siamo consapevoli ? Quanto siamo maturi se non vogliamo renderci conto, o ci nascondiamo dietro ai “tutti mangiano carne” o “una sola persona che smette di nutrire questa violenza non fa differenza nel mondo” o “ma che ci posso fare io se il mondo và così” ecc….?
Credo che siano proprio le persone spirituali a dover essere le prime, i pionieri della diminuzione della violenza nel mondo. Per chi si sente di vedere questo video…. che vibrazioni ci dà la carne, o le uova di un allevamento, o il latte di una centrale dove le mucche sono trattate così ? E’ davvero nutrimento ? Che energia ci da un cibo “preparato” così ?
Vi invito a leggere anche le frasi del video. Dal Buddha a Leonardo da Vinci.

I primi piccoli maialini sono castrati per ingrassare prima e essere venduti più cari, perchè più pesanti.
Inoltre castrati assorbono meglio gli antibiotici (che poi l’uomo mangia) e tutte le medicine che garantiscono che non “muoia l’investimento”. Sono separati dalla mamma appena nati, che li deve allattare attraverso le sbarre senza avere un contatto fisico con i neonati… I vitellini sono fatti nascere dal fianco della mamma, questo rende più veloce e produttivo il processo. I pulcini trattati come palle di gomma…Gli animali tremano vistosamente prima di essere uccisi perchè percepiscono la morte, e sono a volte pieni di paura al punto da non riuscire a stare dritti in piedi… se non fosse per le scosse elettriche che una macchina da loro…

Che razza di uomini e donne siamo se facciamo questo ai nostri fratelli animali ? Riempiamo di attenzioni, collarini colorati e cibi di tutti i tipi il nostro cane e il nostro gatto e poi lasciamo che si compiano queste atrocità verso gli animali che non sono “nostri” ? Possibile è questo per una persona che cammina su un percorso di risveglio della coscienza ? No. Non può esserlo cari amici.
Alcuni religiosi pensano che Dio ci abbia dato gli animali perchè ne disponessimo a nostro piacimento in quanto esseri superiori e ce ne nutrissimo. Ma nella genesi è scritta una cosa diversa (nel video è riportato il breve testo) e San Francesco ci ha insegnato una cosa totalmente diversa da questa assurda atrocità…

Mi chiedo: avendo l’intelligenza e la coscienza non dovremmo essere proprio noi a prenderci cura di loro anzichè massacrarli, visto che non possono ne lamentarsi, ne reclamare con un sindacato ne ribellarsi con una guerra ?
La nostra superiorità non ci dovrebbe portare a sfruttare i nostri fratelli minori, ma ad amare e rispettare tutto, non è così ?
Altrimenti non è superiorità, ma solo opportunismo e astuzia.
Risvegliamo il coraggio e la determinazioni di attuare una alimentazione superiore che nutra l’autentica superiorità in noi cari amici.
Per ogni cosa.
Per tutti gli esseri.

Un abbraccio forte a tutti

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Jun 02 2011

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pg

per una alimentazione superiore – parte 1

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Amici cari

credo che tutte le persone che camminano su un percorso interiore si debbano porre delle domande sul cibo e sulla violenza nel mondo che è generata dal nostro allevare e mangiare gli animali, o le loro uovo e il loro latte. Vi lascio questi 2 brevi video.
Il primo quì sotto è del grande Tiziano Terzani

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