Sono tornata ormai da un mese. Che esperienza! Potente, magica, dolorosa, felice, intensa, giocosa, faticosa…
Ho fatto questo viaggio e sono tornata diversa. Me lo hanno detto in molti. Ho capito alcune cose, ho aperto forzieri nascosti pieni di tante cose buie…
Ho pianto tanto. Chi c’era si ricorderà i miei singhiozzi a bordo piscina, irrefrenabili.
Come al solito PGoz ha raccontato la mia vita, ha fatto questo corso solo per me. Quando sono arrivata stavo male, non riusciuvo a capire alcuni miei atteggiamenti. Quando sono tornata ho messo in pratica quello che avevo capito su di me. Alcune cose.. e hanno funzionato.
Poi silenzio, ma una volta che il forziere non ha più il suo lucchetto le cose buie fanno capolino quando meno te lo aspetti.
Uno stimolo esterno, un ripetersi di qualcosa che ti mette in difficoltà ed ecco la diga che si rompe di nuovo.
All’inizio è solo un senso di insoddisfazione, di irrequietezza, il non sapere cosa fare cosa si vuole davvero. E il non volere pensare. Ecco allora le giornate e le notti piene di tutto quello che ti aiuta a mantenere al tua mente lontana dal buio dentro di te. Poi un’amica ti dice: guarda che tanto ci devi fare i conti… non puoi fuggire sempre… E’ l’inizio di tutto. E allora guardi i tuoi fantasmi, quelli che ti fanno più paura, quelli che non vorresti mai incontrare e il dolore ti sovrasta…
Li ho guardati, ho iniziato a lottare con loro e il cuore sembrava sul punto di spezzarsi… Tutto il dolore di una vita intera che avevo pigiato dentro il forziere mi ha inodato, lacrime antiche sono uscite, salite dalla mia pancia…
In aiuto le parole di persone che mi vogliono bene. Sei cambiata Gabri, non sei la Gabri piena di voglia di giocare di ridere di vivere che eri prima di andare in Sardegna. Uno spartiacque insomma. Ma io sto lottando! Io sto soffrendo! (…ma io voglio vivere e giocare e ridere…)
Un’altra voce. Gabri che succede. Non sorridi più? E’ vero.. non sorrido più.
Accade all’improvviso qualcosa. Un click dentro. Io non ci sto a non sorridere più, non ci sto a non ridere a non vivere a non giocare… la vera Gabriella è quella che gioca a campana quando la vede disegnata sulla strada, quella che si diverte a prendere la rincorsa e scivolare con i piedi nudi su lunghi corridoi tirati a lucido, quella che appena parte la musica si mette a ballare, quella che ama…
E il mio sorriso timidamente sboccia di nuovo. Quello che fa brillare gli occhi, quello che viene da dentro. E’ vero ho ancora paura della solitudine, dell’abbandono, i miei fantasmi più grandi, ma all’improvviso ho smesso di lottare e ho iniziato a lasciarli andare…
Pensavo di non riuscire a farcela mai. E invece sono più forte io. Il forziere non è ancora vuoto, ci ho messo tanti anni a riempirlo ma almeno adesso so che il cuore non si spezza e che i fantasmi sono solo fantasmi.
Grazie PGoz per avermi portato fin qui, grazie a tutti i compagni e le compagne che mi hanno sostenuto in questa esperienza splendida in Sardegna e grazie all’amore che mi circonda, agli amici quelli veri, quelli speciali.
Un abbraccio
Gabriella
Tags: amore, fantasmi, Sardegna