Nell’alternarsi tra evoluzione ed involuzione, mi ritrovo da un po’ di tempo in uno stato di incertezza. Potrei quasi definirlo di confusione, se non avessi ben chiaro il fatto che c’è poco di chiaro. 
Ci sono molti punti fermi (visti i precedenti mi verrebbe da chiedermi: fino a quando?) che sono oramai diventati basilari (ma lo sono?). Sono cosciente della mia esistenza anche quando il cervello non elabora pensieri a rotta di collo: io non sono i miei pensieri (alleluya!). Ho capito che formulare giudizi sulle cose può essere utile ad un livello molto superficiale, ma è inutile in un (ed usiamo sto parolone) cammino verso la verità , anche perchè non avrò mai dati a sufficienza per capire se una cosa è veramente buona.
Ho iniziato a smascherare alcuni meccanismi/trappole in cui cadevo ciclicamente, ed anche troppo spesso per quanto riguarda alcuni di essi. Ma ultimamente ho capito alcune cose che mi hanno lasciato interdetto:
- le cose belle che ci accadono, ci fanno stare bene, ma sono le brutte che ci fanno crescere;
- “la magagna è sempre nell’occhio di chi osserva, mai nell’oggetto dell’osservazione” soprattutto in senso lato;
- le trappole si evolvono insieme a me;
- i peggiori nemici si ammantano di nobili propositi.
La prima è abbastanza palese, quando è contento e tutto va per il verso giusto, nessuno si fa domande; è quando c’è qualcosa che non va che si cercano delle risposte.
La seconda è un pochino più subdola ed è più una sensazione che aleggia di un vero e proprio “EUREKA!”. Si, perchè quando qualcuno ha dei comportamenti che mi urtano , fa qualcosa che non mi piace e mi infastidisce, gira che ti rigira può sempre essere ricollegato a qualche aspetto, nervo scoperto o meccanismo che ho e stona nella mia vita.
“Quel ragazzo è borioso, mi infastidisce!” si, ok. Ma perchè? In fondo se uno è sborone è un problema suo, non mio, questo l’ho capito. Perchè allora mi lascio muovere da lui? Quale filo tira, impedendomi la mia libertà ? Eh si, perchè è proprio questo il problema, se una persona mi infastidisce, muove qualcosa che mi fa reagire e, come sappiamo, solo l’AZIONE è genuina e consapevole, la REAZIONE no, è mancata libertà . Un altro, volente o nolente, ti sta muovendo (E qua si aprirebbe il discorso sul Wing Chun che viene definito come uno stile REATTIVO. Ultimamente credo sarebbe più corretto definirlo RI-ATTIVO, ma questo è un’altro discorso). Quindi sarà anche vero che quello che mi urta spesso è perchè mi fa da specchio, ma il problema più grosso è che limita la mia libertà !
Una vera e propria rivelazione è stata invece la scoperta che le trappole si evolvono insieme a me. Quando penso di aver smosso una chiave di volta delle fondamenta che vorrei destrutturare, ecco che, in maniera più velata, ricasco nello stesso tranello. “Ma come è possibile?! Su questa cosa c’ho lavorato parecchio. Era risolta!”
Eh no… Io miglioro e le mie trappole con me. D’altro canto fanno parte di me, sarebbe impensabile il contrario. Ciò che fa parte di me o viene abbandonato completamente, o cresce con me. E’ per questo che ho sentito dire spesso che il nostro nemico siamo noi stessi, o meglio ancora “Non c’è nessun nemico!”. Infatti, come ho scritto prima, sono le cose brutte che ci fanno crescere, e non c’è nulla di più brutto di qualcosa in noi che non ci piace.
La quarta è stata molto recente e beccata un pò di culo. Una persona mi ha mandato una mail con una presentazione power point in cui c’è uno dei soliti messaggi buonisti che recita, sotto delle foto contrapposte di persone occidentali e persone africane, alcune frasi (a mio avviso un po’ qualunquiste) del tipo “Non dispiacerti se ti hanno regalato le Adidas invece delle Nike, lui non ha neanche i sandali”. Più leggevo e più sentivo qualcosa che non andava, un ronzio di sottofondo che mi ha accompagnato fino a che ho pensato “Brutto, bruttissimo e orrendo. E quindi? Che è sto casino dentro?”. Ascolta e riascolta fino a che non ho capito: DISPIACERE per la situazione di quei poveretti (ovviamente, IO SONO BUONO!), SENSO DI COLPA (!!!) perchè butto del cibo, spreco etc etc, e, ancora più sottile, un filo di RABBIA. Perchè rabbia?
Perchè venivo manipolato, ecco perchè!
Mettendomela giù in quel modo mi stava facendo crescere dei sentimenti, mi faceva sentire un dito puntato sul viso. Gli permettevo, ancora una volta, di agganciarmi e muovermi come un burattino. E CHE RAZZO, SONO LA MARIONETTA PURE DE PAUERPOINT?!?
La cosa peggiore sono i minicolloqui interni che mi faccio!
Io1: “Basta, questo senso di colpa è sciocco ed ingannevole!”
Io2: “Lo vedi, sei uno s****o. Quei disgraziati versano in condizioni pietose e tu pensi a quello che non ti sta piacendo adesso”
Io1: “Oh no, cacchio! Allora sono un menefreghista! OH NO! Mi faccio condizionare dal giudizio che gli altri potrebbero avere di me! NOOOOOO!”
Io2: “Vedi, gira che ti rigira pensi solo a te!”
ETC ETC ETC
E’ venuto in mente solo a me Tafazzi?

Comunque, se è vero che non devo far condizionare la mia felicità da quel che ho e non ho, perchè dovrebbe farlo quello che hanno e non hanno altri? E’ FOLLIA!
Io non voglio essere politicamente corretto, io voglio (ahimè sono ancora al voglio) essere. Questo non significa sbattersene delle disgrazie altrui, ma come posso salvare il mio prossimo se sono io stesso da salvare? Mi viene in mente la scena di un disgraziato in mezzo al mare attaccato ad una ciambella di salvataggio che nuota verso un’altra persona nelle stesse condizioni, urlando: “NON TI PREOCCUPARE! SONO QUI! TI SALVO IO!”.
EEEEEH, CHE CULO!
E quindi?! E quindi niente… sono punto e a capo! Rileggo tutto quello che ho scritto sino ad ora e mi accorgo di essere caduto altre mille volte in altrettante trappole che “tanto le ho superate”, scrivendo queste righe e prendo a capocciate il muro, così gli faccio il culo a quel maledetto del mio nemico!
E dopo tutta sta tiritera mi sento pure un pochino più illuminato, quindi ho fatto un passo avanti ed uno indietro. Ma c’è un lato positivo pure in questo, facendo un passo avanti ed uno indietro sono sempre nello stesso posto; infondo non ci diciamo sempre che l’unico posto per vivere è QUI ED ORA?
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