C’è una bellissima canzone con un testo profondo che voglio condividere con tutti voi. Per me ha un significato particolarissimo e vi cito i versi che più mi hanno colpito. La canzone è degli Enigma e si chiama Return to innocence.
“Non aver paura di essere debole, non essere troppo orgoglioso di essere forte
basta guardare dentro al cuore amico mio, quello sarà il momento in cui tornerai ad essere te stesso,
il ritorno all’innocenza.”
“Se vuoi, inizia a ridere, se devi, inizia a piangere.
Sii te stesso e non nasconderti.
Non importa ciò che dice la gente, segui sempre la tua Via.
Non arrenderti e sfrutta l’occasione
di ritornare all’innocenza.”
Sono intense e piene di significato! L’innocenza è una delle qualità più amorevoli della Terra.
Tempo fa in palestra ho letto una favola indiana (pellerossa) che mi è arrivata da una mia amica. Mi è giunta in un momento particolare della mia vita … e com’è sempre in questi casi è la Vita che manda un messaggio …
La riporto qui di seguito a beneficio di tutti (soprattutto di chi quella sera non c’era). Un abbraccio a tutti.
FAVOLA INDIANA
Una Favola indiana…narra di un vecchio Cherokee seduto davanti al tramonto con suo nipote.
“Nonno, perchè gli uomini combattono?”
Il vecchio parlò con voce calma:
“Ogni uomo, prima o poi, è chiamato a farlo. Per ogni uomo c’è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perchè lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi”
“Quali lupi nonno?”
“Quelli che ogni uomo porta dentro di se”
Il bambino non riusciva a capire. Attese che il nonno rompesse l’attimo di silenzio che aveva lasciato cadere fra loro, forse per accendere la sua curiosità. Infine il vecchio, che aveva dentro di se la saggezza del tempo, riprese con il suo tono calmo.
“Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive d’odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo”
“E l’altro?”
“L’altro è il lupo buono vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede.”
Il bambino rimase a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato. Poi diede voce alla sua curiosità e pensiero.
“E quale lupo vince?”
Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo e rispose con occhi puliti.
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“Quello che nutri di più.”
Cari fratelli di lamina, eccoci all’ennesima zingarata con corpi grandicelli (tutti noi abbiamo impegni, jack e pietruzzo sono pure papà e il terzo di pietruzzo dovrebbe nascere proprio a dicembre, e comunque lui è dei nostri…..) ma sempre con spirito bambino.
A volte sento queste risate e mancanza di sonno per il viaggio (in particolare pieghetta col suo cuscino!) e mega botti sulle nere 10dan come doni profondi e opportunità non solo per giocare e ridere tra amici cari ma anche per essere più presenti, centrati, consapevoli, felici anche al di fuori delle piste.
So che tanti di voi lo sentono. Su quei muri ci accade qualcosa. La ricerca di quella presa di lamina, quando qualcuno dei nostri urla “ORA” e la pista è tutta per i nostri sdraioni coraggiosi (si parte per cadere, e poi si vede quelle che accade…) accende qualcosa nell’anima, quel qualcosa che ci rimane dentro anche quando non abbiamo più il muro sotto la tavola.
Quella pienezza, quella mente silenziosa, quella gioia da bimbi, quel senso di unione con la neve e personalmente anche col Dio che ha creato quella neve e che è quella montagna, quelle risate, quei botti e ognuno di noi.
Ognuno di noi così com’è e non come dovrebbe essere.
Sono felice di condividere momenti così preziosi con amici veri come voi.
Grazie amici.
Apertura calling !!!
Ieri mi è arrivata la bolletta per la raccolta dei rifiuti. Ho preso la busta dalla cassetta delle poste e l’ho appoggiata sul ripiano della cucina.
Sull’intestazione della busta c’è scritto “AMA”. Ama è un acronimo che stà per
“Azienda Municipale Ambiente di Roma”.
La busta è rimasta per 48 ore sul mobile della cucina. E ogni volta che distrattamente ci posavo gli occhi sopra, ecco questa parolina: “ama”.
Del resto è la stessa che stà sui camion della spazzatura che ogni giorno raccolgono i rifiuti in città. Chi non l’ha mai notato?
“AMA”. Ho sempre pensato fosse una buffa coincidenza che proprio sui camion della spazzatura ci fosse scritto così.. un pensiero che ha più o meno sempre lasciato il tempo che trovava..
Ama
La spazzatura, i rifiuti. Che c’entra? mi sono sempre chiesto…
E invece stasera di colpo mi sembra così chiaro.. così evidente.
L’amore che pulisce dai rifiuti del passato, dei condizionamenti, dall’attaccamento.
Senza cambiare nulla. Lasciando ogni cosa al suo posto. Semplicemente permettendoci di lasciar andare. Donandoci occhi nuovi.
Gibran lo dice magistralmente nel passo sull’ Amore ne “il Profeta”:
“L’amore…
Come covoni di grano vi accoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi staccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate
il pane sacro della mensa di Dio.”
E ricollegandomi al post di Frodo qui sotto che è un bellissimo invito alla pratica costante, cito le parole di un’altra grande anima:
“Qui sulla terra il mio lavoro è risvegliare la gente che potrebbe essere addormentata. Quasi tutti sono addormentati! Il solo modo per risvegliarli è lavorare su me stesso”.
“E’ saggio solo colui che si dedica a vivere, e non solo a leggere, le antiche rivelazioni”
“Risolvete tutti i vostri problemi con la meditazione. Preferite alle inutili speculazioni religiose, la reale comunione con Dio. Sbarazzate la mente dai detriti teologici e dogmatici; lasciate entrare le fresche acque risanatrici della percezione diretta. Mettetevi in sintonia con l’attiva Guida interiore la Voce Divina può risolvere ogni dilemma della vita. Benché l’abilità dell’uomo nel procurarsi dei guai sembri illimitata, l’Infinito Soccorso non è meno ricco di risorse”.
Insomma a quanto pare Lao Tze s’è comprato la volvo e si prende il caffè da Carlo…
ma solo io la vedo stà macchina??!!
PS La versione “dopo” è della moglie…
Combinazione strana anche io stavo sulla cassia tornando a casa quando mi ritrovo questa simpatica scritta sul parabrezza di una macchina “casualmente parcheggiata” lì, ))
p.s non vi fate ingannare con la similitudine del post precedente!!!!!!!! e’ un caso!
anche quest’anno sono impegnata nella distribuzione di calendari dell’associazione Below, gli amici che vanno in Burkina Faso a scavare pozzi d’acqua per i bambini che muoiono per l’acqua non pulita….
Un piccolo gesto che può salvare delle vite… Molti di voi lo scorso anno hanno già aderito all’iniziativa. Siete stati come al solito encomiabili…
I calendari costano 10 euro. Di questi, due vanno per la stampa e la carta gli altri 8 vanno tutti per la costruzione dei pozzi. Nessuno ci guadagna, i soci della onlus si sono autotassati per pagare le spese amministrative e i biglietti aerei per andare a verificare i lavori.
Il mio amico l’ultima volta mi ha confessato che si rende conto che è una goccia d’acqua in un oceano, il loro lavoro. Che per ogni pozzo scavato ce ne sarebbero altri 100, 1000 da fare… ma Madre Teresa di Calcutta diceva che l’oceano è fatto di singole gocce
Venerdì 13, salvo impedimenti dell’ultimo minuto, li porto in palestra. Ogni contributo sarà benvenuto. (se mi date anche la vostra e-mail l’associazione provvede a mandarvi gli aggiornamenti sul lavoro che fanno e la foto del mese come desktop per il vostro computer).
A questo link http://www.12scatti.org/ trovate tutte le informazioni sulla associazione e sul lavoro che portano avanti per iniziativa di un sognatore
Vi metto la foto di luglio dello scorso anno. E’ il mio mese
Ciao a tutti. Sono Roberto, è la prima volta che scrivo sul blog.. Volevo condividere con voi il piacere che è stato per me suonare una mia canzone in palestra lunedì scorso; stanco e sudato alla fine della lezione mi sono sentito proprio a casa, anche se è solo da quest’anno che ho iniziato a praticare.. C’era un’atmosfera intensa, avvolgente e nello stesso tempo rilassata.. suonare e cantare in quel silenzio è stato molto potente! La musica, e più precisamente lo scrivere canzoni, è da tempo la mia “pratica spirituale”, nel senso che è il modo attraverso cui comunico con più energia ciò che sono. Comunque praticare in palestra mi sta dando veramente tanto; sono “capitato” nel posto giusto!
Un abbraccio!
Se per caso qualcuno volesse ascoltarsi qualche canzone può andare su questo sito www.myspace.com/robertoscippa
Ho saltato due lezioni. Febbre. Mia e poi della babysitter. E’ che, nonostante la meditazione, ancora non sono riuscita a stare in due posti contemporaneamente.
Ieri una fatica…. saltare due giorni è deleterio.
Arriviamo al ponte. Ci provo. Niente. Non mi sollevo manco di un millimetro. Non ce la farò mai!!!
Il secondo. Manco ci provo.
Il terzo. Vabbè dai. Tanto peggio che non riuscirci cosa mi può capitare?
Provo. E sento la testa che inizia a staccarsi da terra… poi le braccia si allungano, si tendono, un miracolo e io ce la faccio!!!
Era da quando ero una ragazzina molle e cicciabomba che avrei voluto riuscirci e non ce l’avevo mai fatta. Mai!
E ieri ho capito perchè. La paura di non farcela mi ha sempre bloccato. E’ stato come per la rana. Mi sono lasciata andare. Ho mollato. La paura, le braccia deboli, il timore della brutta figura… e sono molto, molto, molto contenta
un breve video che mi piace,
la palla credo pesi almeno 50kg.
Mi ricorda che ChenYu mi disse che il nonno Chen FaKe usava
anche una enorme palla di pietra che lasciava per terra mentre ci praticava
(serviva anticamente a lavorare il riso e i cereali, per i quali la grande roccia sferica
fungeva da macina). Di nuovo il nobile TaijiQuan con radici contadine…
Credo si trattasse di qualcosa di questo genere, ma sui 200 kg
(cioè il peso di 3 uomini come mi diceva Chen Yu – i cinesi pesano poco)
Ovviamente il lavoro è tutto sul dantien, non sulle braccia,
ed è tutto chansuijin. Chen FaKe trasformava oggetti di lavoro quotidiano in
attrezzi per lo sviluppo della forza interna. Immaginate questo stesso uso
ma con una enorme palla di pietra di 200 kg !
Doveva essere un pazzo maniaco !!!