Archive for October, 2009

Oct 29 2009

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Centauro

Carissimi vi giro una lettera che…

Filed under Vita

…ho scritto ad una mia carissima amica e che sono certo avrà piacere condividerla con voi così come amo farlo io. E’ stato un momento molto forte che ho appena vissuto; mi\vi domando se non ci sia troppo ego in questo mio volervi rendere partecipi…ma poi se sento così forte il desiderio un motivo ci sarà, ed allora:

Mia cara amica,

mi sono concesso il lusso di sparire dal mondo per un paio di giorni, ben spesi sulle tracce di S. Francesco.

Con il mio fraterno amico Alessandro siamo andati ad Assisi, abbiamo pernottato alla foresteria del pellegrino dove ho avuto la gioia di conoscere una persona bellissima di cui poi ti racconterò. Il giorno dopo abbiamo camminato per 24 km salendo sul Subasio e riscendendo a Spello (un bucio de culo folle… J ). Lì siamo stati ospiti di un convento di suore Francescane, deliziose, per poi tornare oggi ad Assisi in treno, girovagare per chiese e piazzette fintanto che abbiamo potuto permettercelo. Ora di nuovo nel nostro fare con negli occhi e soprattutto nel cuore, tutto quanto ci è successo…e quanto è successo!!

 

Nell’Eremo delle Carceri, di fronte al semplicissimo altare di pietra, così caro a Francesco, ho meditato a lungo. E nel profondo della meditazione ancora mi è apparsa l’accademia. Ora, malgrado alcuni sviluppi strani accaduti dopo la tua partenza, tutto prende una forma più profonda, più consapevole e allo stesso tempo pone nuove domande. Mi appare che è tutta una vita (o forse dovrei cominciare a dire svariate vite?) che inseguo, e costruisco una “”emozione” che oggi mi viene da chiamare “vocazione”. Certo è una vocazione ben lontana dai canoni ecclesiastici, e cresce assieme ad un gran desiderio di semplicità, un gran bisogno di “viaggiare leggeri”, di finalmente lasciar andare tutte quelle cose che non servono a nulla; e questo mio desiderio di costruire qualche cosa intorno all’idea dell’accademia non è la chiamata a lasciare una traccia che possa aiutare altri a liberarsi dalla schiavitù del fare?

E pensa quanto ancor più potente possa essere “L’Accademia” se fosse lungo la via Francigena; e possa ospitare saltuariamente quei pellegrini disposti a dormire in terra sul suo prezioso pavimento in legno dove accanto praticano le Nobili Arti e Meditano i guerrieri dei nostri giorni.

Quale energia possa raggiungere, quanto i suoi legni possano assorbire…

Ma così facendo non rischierei di portare peso sulle mie spalle?

 

Ed ancora, è accaduto che Alessandro, trascinandosi dietro le sue ansie (che a casa gli hanno procurato svariate rogne fisiche, tra cui una pericolosa ipertensione con annessi sbalzi pressori ed aritmie a corollario) ha avuto una terribile tracollo poco dopo la ripida partenza, nel fitto del bosco lungo il sentiero che porta all’Eremo.

Ebbene si è fermato, si levato lo zaino e si è seduto appoggiandosi ad un albero in evidente crisi.

Non so perché, ma ho silenziosamente raccolto il suo zaino, adagiato a fianco a lui la giacca a vento ben sapendo che oltre alla macchina fotografica (che è la sua arma) non aveva bisogno di altro e…l’ho lasciato lì a combattere il suo buon combattimento.

Sono salito con il suo zaino lungo il sentiero fintanto che non ho sentito la necessità di lasciare lungo il cammino una delle due borracce di acqua ed una delle tavolette energetiche che costituivano il nostro “Pan di Via” per questa tappa.

Ho pensato alla sua battaglia ed alla concreta possibilità che potesse morire. E quando il “cristiano sentimento” che mi imponeva di tornare subito indietro stava prendendo il sopravvento l’ho scacciato, fermamente convinto che la mia paura potesse solo peggiorare la sua. Sentivo che non sentivo la sua chiamata e che la mia azione era la sola, quella giusta…la scelta è solo frutto della nostra mente, ricordi le parole di Osho…

Sono salito ancora un po’, poi ho intravisto una sorta di altare fatto di semplici pietre in terra, lì ho deposto gli zaini, e con solo i miei magici bastoni sono risceso corricchiando come un guerriero fà.

Come è stato intenso e meraviglioso riabbracciarlo vedendo quella potente e nuova luce nei suoi occhi. Mentre ci stringevamo mi ha ringraziato dicendomi che gli avevo lasciato esattamente quello di cui aveva bisogno.

Ha lottato con il cuore che perdeva due colpi ogni due, è svenuto probabilmente, ma sentiva che quello era il suo deserto e di lì doveva uscire facendosi portare via dal vento. E nello stormire del vento, che è arrivato veramente, due occhi di gatto gli sono apparsi e lo hanno riportato su questi sentieri.

Agli occhi del fare mi sono comportato da pazzo, ai nostri no. Ho agito, senza neppure immaginarlo, da maestro, non ho scelto, ho solo fatto ciò che era da fare…

 

Ho paura, mia cara, di non avere la forza di restare al lungo in questi rovi quotidiani. Perché tornare con tanto amore nel cuore è utile per il mio cammino, ma stride con l’aridità che troppo spesso troviamo intorno a noi, e troppo spesso nella nostra stessa casa.

Eppure sò che qui devo restare…Eppure so che solo accettando serenamente anche ciò che di negativo arriva potrò lasciarlo andare, potrò continuare ad amare.

 

Stò forse finalmente diventando un guerriero ed un cacciatore, tu me lo dici ed oggi più che mai lo sento anche io.

Da buon viandante mi rimetto semplicemente lo zaino in spalla, ed un passo dopo l’altro spero che il mio sentiero si reincroci presto con il tuo.

 

p.s. dopo la sua rinascita Alessandro, oltre ad altri occhi, aveva anche un altro passo….ci sua quanto pedalava J

 

 

(n.d.a.) da cui si evince che se vi capiterà di camminare con me sulle montagne…premunitevi :-)

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Oct 28 2009

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pg

Appello per il nostro grande Fanelli

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Lunedì fanelli ha preso una bella botta da un colpo di bastone del drago, vorrei approfittare per ripetere quello che mi diceva fabio quando prendevo colpi che mi segnavano l’anima, non solo il corpo, facendomici rimanere un pò maluccio:

“Bene pg, se la vita ti porta bei colpi vuol dire che ti vuole
ardentemente sulla via del guerriero. Li dove tutti si offendono e si chiudono, o covano risentimento, tu comprendi cosa questo colpo-offesa vuole insegnarti, e vedrai che è venuto per te, non contro la tua faccia”

Fabio Romano

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Oct 28 2009

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raksati

Nuova HomePage per il nostro sito!

Filed under Web Site

Ciao a tutti. Vi presento la nostra nuova home page. Dopo qualche settimana dalla ricezione della grafica da parte di Pg ho finalmente terminato l’inserimento del codice. Questa che vedete è un’anteprima, cliccandoci sopra potrete andare direttamente all’originale.

Immagine home page scuolanonscuola

Immagine home page scuolanonscuola

Un abbraccione forte a tutti!

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Oct 28 2009

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marcellohm

Taijiquan e Battiato circa 1999

Filed under Arte Marziale

#

però….

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Oct 27 2009

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riccardone

leopardo delle nevi in arrivo..

Filed under Arte Marziale

leopardo delle nevi

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Oct 26 2009

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smith

Pensieri

Filed under Sensazioni,Vita

Sono giornate piene in ufficio, telefono, mail, richieste…

E la testa piena di cose da fare, da ricordare, la pediatra, il vaccino, il dentista…

Oggi pomeriggio la baby sitter mi chiama che è in ospedale… niente di grave ma stasera non può venire. Ecco.

Ok è ora di andare a casa, prendere mia figlia a danza, fare la spesa, preparare la cena…. Salgo in macchina con tutti questi pensieri che si affollano e sgomitano…

Cavolo sono le 17.30 ed è già buio… come è buio…

Mi giro verso il lago e rimango senza parole.

L’acqua piatta e levigata riflette il colore del cielo al tramonto, arancio rosa rosso… una bellezza da togliere il fiato.

In un attimo tutti i pensieri sono svaniti e c’è solo bellezza.

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Oct 22 2009

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marcellohm

Se Dio esiste, da dove viene il male?

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Video da Youtube

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Oct 21 2009

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coetus

Tecniche elevatissime di disarmo da coltello…

Ascoltate l’audio! è fondamentale….!!!!!

Video da Youtube

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Oct 20 2009

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dellebracciacambiogiro

La rana morta

Filed under Arte Marziale

Erano più di 2 anni che provavo a fare la rana ma non c’ero mai riuscito, neanche per pochi secondi. Mi sono sempre chiesto se esistesse una tecnica speciale per farlo o se ci volesse una forza sovrumana: poi, vedendo Simone Panattoni, ho capito che la soluzione doveva essere la seconda. Però passavano i mesi e, nonostante i miei sforzi (perché ho imparato da Pg che è bene sforzarzi nel fare le cose), non riuscivo a venirne a capo.
Finché ieri è successo qualcosa. All’inizio è andata come al solito: abbassavo al testa fino quasi a toccare terra ma i piedi non si staccavano dal parquet. Poi, un’intuizione: ho steso un po’ di più le braccia, mi sono sporto un po’ di più in avanti e, come per magia…ero in equilibrio!! Sì, mi sono sentito una rana, una rana felice.. Poi devo aver esagerato o forse semplicemente è scaduto l’incantesimo e da rana sono ridiventato dellebracciaecc.: quale che fosse la causa (la seconda credo sia la più probabile), mi sono sbilanciato troppo in avanti e stavo cadendo di denti sul pavimento (proprio come dice sempre Pg di non fare), così ho messo le mani avanti e ho fatto un gran tonfo (dopodiché, il buon Pg mi ha pubblicamente lodato per la mia morbidezza e gattosità invitandomi a spendere qualche istante per ritrovare una comoda compostezza). Comunque ormai era fatta: ero diventato una rana. Per un attimo ho avuto l’impressione di stare in bilico sulla punta di un grattacielo e mi sono venute quasi le vertigini. Poi mi sono reso conto che ero a 5-6 cm da terra e, mentre cadevo pesantemente in avanti, mi sono venute in mente le parole di una canzone che mi ha accompagnato molto quest’estate durante il cammino di Santiago: “la vertigine non è/ paura di cadere/ma voglia di volareeeeee/Mi fido di te!”. Poi non ricordo quasi più nulla, c’era sangue dappertutto, ricordo le risate della gente che (giustamente) mi scherniva, mi è sembrato di vedere la Madonna con la faccia di Martina Trotta e poi ho pensato alla richiesta di indennizzo (non inferiore a 1.500 euri) che avrei presentato all’assicurazione (gestita da Mario) che Mario ci ha obbligati a firmare. Ma questa è un’altra storia..
Grazie ragazzi, senza di voi non ce l’avrei fatta!

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Oct 19 2009

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smith

Più consapevoli, più soli

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Qualche giorno fa, durante la lezione, Pg ci ha detto proprio questa cosa. Più si va avanti con la consapevolezza, più si è soli. Gli altri non capiscono, tendono ad allontanarti.

L’ho sperimentato proprio ultimamente.

Mi capita che le persone mi avvicinano, mi cercano, sono attratte dal mio modo di parlare, di essere, dalla mia diversa serenità (non sempre… ;) ) e all’inizio sono affascinate e mi aprono il loro cuore, senza che io chieda nulla. Forse sentono che io non giudico, non più.

Poi però quando si tratta di ascoltare quello che devo dire ecco il passo indietro. Grazie al cammino che sto facendo insieme a tutti voi, riesco meglio a vedere cosa c’è dietro le parole, le scuse, le giustificazioni per una azione, un comportamento, una serie di eventi.

Quando un amico mi dice:” non faccio altro che lavorare, sul lavoro approfittano della mia disponibilità, non ho tempo per fare altro”, io gli dico: tu fai approfittare gli altri, e gli dico di chiedersi perchè deve occupare tutto il suo tempo lavorando. Quando le persone vengono messe davanti alla verità, se sono pronte la accettano, se non sono pronte fuggono.  In questo caso il lavoro riempie il tempo che altrimenti non potrebbe essere impiegato, perchè non c’è niente. E il vuoto fa paura. Ma è più facile dirmi: parlare con te è come parlare con un prete, da quando hai ricominciato la palestra (sempre colpa vostra ;) ) sei sempre così mistica (!) filosofeggiante… non ti si può parlare…, che accettare che la propria vita sia vuota…

Solo che non sono più capace di dare una pacca sulla spalla e dire povero te… tutto il mondo ce l’ha con te come sei sfortunato.

Io dico muovi il culo! datti da fare! dipende da te fare le cose volerle… ma pochi sono pronti a mettersi in gioco.

Un paio di estati fa ho incontrato Pg al lago e per un mio commento il suo sorriso si è trasformato in una maschera di ghiaccio con una risposta che mi ha lasciato senza fiato. Li per li l’ho mandato a quel paese, ma le sue parole hanno aperto una breccia che mi ha dato lo spunto per riflettere su me stessa, sulla mia vita, la mia infelicità ed ho accellerato il cambiamento.

Io in quel momento ero pronta. Se non lo fossi stata l’avrei mandato a quel paese e magari non sarei più tornata in palestra.

Magari fa male ma non voglio smetere. Credo che se deve venire un cambiamento allora io posso fare la mia parte cercando di svegliare gli altri, per lo meno fin dove sono arrivata io… Ci sono meccanismi che una volta messi in funzine non puoi più fermare.

Forse pecco di presunzione, d’altronde chi sono io per dire ad un altro come deve vivere? Ma come faccio a stare in silenzi e vedere una vita sprecata?

Un abbraccio

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Oct 15 2009

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frodo84

Bodhidharma the founder of Shaolin Kung fu

Filed under Arte Marziale

Questi sono due spezzoni del film “Bodhidharma the founder of Shaolin Kung fu “. Su youtube trovate anche il resto del film con molte delle leggendarie ed incredibili storie su bodhidharma. Certo la qualità è quella che è ma il messaggio è forte e chiaro ;)

Bodhidharma the founder of Shaolin Kung fu. N.7
***
Bodhidharma the founder of Shaolin Kung fu. N.9

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Oct 14 2009

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riccardone

la condizione umana

Filed under Arte Marziale

Video da Youtube

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Oct 14 2009

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templare

Sorry:)!!!

Filed under Arte Marziale

Dato che è da ieri sera che ci penso,e di solito le cose non mi rompono le scatole per così tanto tempo ho deciso di postare questo messaggio….sò che potrebbe sembrare di cattivo gusto per alcuni o per altri che non ce ne sia affatto bisogno,ma vabbè è uguale…….cmq cn questo post mi vorrei scusare con tutti quelli cn cui durante gli scambi sno andato troppo pesante,l’aver riesagerato ieri,un pò per puro divertimento di provare determinati approcci,un pò pure per ego mi ha fatto pensare molto alla mia posizione di perfetto imbecille…sappiate cmq che quando in questi anni ho esagerato non è mai stato per cattiveria,è che amo combattere e spesso stupidamente pensavo anche che fare troppo piano significava insultare l’impegno che la persona davanti a me metteva nell’allenamento…un pensiero forse un pò stupido in fin dei conti…Abbè detto questo,un abbraccione a todos e scusate tanto:)!!!!

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Oct 14 2009

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dellebracciacambiogiro

Where the hell is Matt?

Filed under Arte Marziale

E’ un video ormai famoso, ma è pazzesco e ci tenevo a pubblicarlo qui.

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Oct 13 2009

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apomaio

Un’emozione

Quando ti ritrovi a far parte di un cerchio, di “quel” cerchio che da sempre è stato un un abbraccio, un flusso di energia, per un’ultima volta prima di un lungo viaggio ho avuto la sensazione di non poterne fare a meno.
O meglio, che ormai quell’abbraccio è tanto parte di me quanto io di esso.
Quando ieri sera Pg mi ha fatto posto accanto a lui per il mio saluto sentivo la sua energia, il suo sorriso accompagnare le mie parole.
Quel cerchio iniziava da me, quell’energia faceva ogni volta un giro completo e tramite il mio insegnante raggiungeva la spinta perché ogni parola uscisse con estrema naturalezza, gioia e riconoscenza.
E così per ogni singola frase, per ogni singola parola e per ogni singolo pensero.
A tutti i miei compagni a quelli che conosco di più, quelli che conosco di meno e quelli a cui non sono ancora riuscito a stringere la mano.
A tutti voi un Grazie davvero speciale.

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Oct 12 2009

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anto

Torre del Porticciolo 2009

Filed under Incontro

Piccolo omaggio a momenti che  entrano nelle vene e non ti mollano più

buona visione!

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Oct 09 2009

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raksati

Curiosità dal passato…

Filed under Storia

Ciao a tutti, un mio amico (ingegnere se no col cavolo che avrebbe avuto queste informazioni) mi ha raccontato una storiella che gli hanno raccontato a cape canaveral. E’ divertente come il passato influenza il presente… :D

Non tutti sanno che

——————-

Quando si vede uno Space Shuttle sulla rampa di lancio, si notano i due booster attaccati al serbatoio principale; questi due propulsori sono due razzi a combustibile solido o SRB. Gli SRB sono stati costruiti dalla Thiokol nei propri stabilimenti situati in Utah.

Gli ingegneri che li hanno progettati avrebbero voluto farli un po’ più grossi, ma gli SRB dovevano essere trasportati in treno dalla fabbrica alla rampa di lancio.

Visto che la linea ferroviaria che collega lo Utah alla base di lancio attraversa nel suo percorso alcune gallerie, i razzi dovevano essere costruiti in modo da passarci dentro. I tunnel ferroviari sono poco più larghi di una carrozza ferroviaria, la cui larghezza è a sua volta dettata dallo scartamento dei binari (distanza tra le due rotaie).Lo scartamento standard degli Stati Uniti e di 4 piedi e 8,5 pollici.

(E’ la stessa misura europea solo che noi la esprimiamo in millimetri).

A prima vista questa misura sembra alquanto strana.

Perché è stata scelta? Perché questa era la misura utilizzata in Inghilterra, e perché le ferrovie americane sono state costruite da progettisti inglesi.

Ma perché gli Inglesi le costruivano in questo modo? Perché le prime ferrovie furono costruite dalle stesse persone che, prima dell’avvento delle strade ferrate, costruivano le linee tranviarie usando lo stesso scartamento.

Ma perché i costruttori inglesi usavano questo scartamento? Perché quelli che costruivano le carrozze dei tram utilizzavano gli stessi componenti e gli stessi strumenti che venivano usati dai costruttori di carrozze stradali, e quindi gli assi avevano la stessa larghezza e lo stesso scartamento.

Bene! Ma allora perché le carrozze utilizzavano questa curiosa misura per la larghezza dell’asse?

Perché, se avessero usato un’altra distanza, le ruote delle carrozze si sarebbero spezzate percorrendo alcune vecchie e consunte strade inglesi, in quanto questa era la misura dei solchi scavati dalle ruote sul fondo stradale. Ma chi aveva provocato questi solchi sulle vecchie strade dell’Inghilterra?

Le prime strade di collegamento costruite in Europa (e Inghilterra) furono quelle costruite dall’Impero Romano per le proprie legioni. Prima di allora non vi erano strade che percorrevano lunghe distanze. E i solchi sulle strade?

I carri da guerra romani produssero i primi solchi sulle strade, solchi a cui poi tutti gli altri veicoli dovettero adeguarsi per evitare di rompere le ruote. Essendo i carri da guerra costruiti tutti per conto dell’esercito dell’Impero Romano, essi avevano tutti la stessa distanza tra le ruote.

In conclusione, lo scartamento standard di 4 piedi e 8,5 pollici deriva dalle specifiche originarie dei carri da guerra dell’Impero Romano ed e la misura necessaria a contenere i sederi di due cavalli da guerra.

MORALE

1. la prossima volta che ti capitano in mano delle specifiche tecniche e ti stupisci per il fatto che le misure sembrano stabilite con il culo, magari stai facendo proprio la giusta congettura;

2. la misura standard utilizzata nel più avanzato mezzo di trasporto progettato in questo secolo (i booster dello Shuttle) è stata determinata oltre due millenni or sono prendendo a modello due culi di cavallo!!!

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Oct 06 2009

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riccardone

Sull’essere ordinari (in inglese)

Filed under Arte Marziale

Video da Youtube

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Oct 06 2009

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marcellohm

Un Taxi non Taxi powered by Audi TT

Filed under Arte Marziale

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Oct 04 2009

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jack

Una poesia di tanti anni fa……

Cari tutti,

di seguito ho riportato i versi di una poesia scritta anni fa da una carissima amica
Camilla, che ha racchiuso in queste poche parole molto della Scuolanonscuola,
Alcuni di questi versi si rifanno a diversi anni fa (e per alcuni sembreranno un po’ sibillini),
ma la maggior parte di essi racconta una magia che almeno per me, è sempre la stessa.
Grazie Mila, a nome di tutti, di aver tirato fuori questa perla .
Un abbraccio immenso,
Jack

Sono qui
tra voi, con voi
e sono felice
come una foglia che in aria inquieta
dopo mille giravolte
a terra riposa
in questo luogo
dove guardi il buio e vedi la luce,
dove una candela diventa un sole
e tu sei un fiore
tra mille altri fiori

Sono qui
a ballare la mia danza
nella nostra danza,
correndo in una fila
dove non c’è
né primo né ultimo,
vestendo una divisa
che ci rende tutti uguali
come ciottoli, come foglie, come nuvole…..
sempre diversi

Con Osvaldo che fa la papera che beve,
con Daniele che guida conigli,
con Adele che si prende gioco delle salsiccie
e Pietro che casca al posto del gorilla….

Sono qui
con tutti voi ,
a vivere la favola
delle foglie che volano,
dove ognuno ha un ruolo
senza averlo,
dove ognuno porta un dono
senza saperlo,
dove ognuno è foglia
e alito di vento
Sono qui, ora,
e come ogni volta accade,
a lasciare un sorriso
prendere il posto delle parole
ed il silenzio
esprimere il resto….

Grazie di cuore,
Camilla

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