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Quante volte è capitato di avere una giornata dove, senza avvenimenti particolari, senza aver  fatto alcunché di particolare, ti ritrovi sfinito fisicamente e emotivamente.
Sarà un caso dici. ……..
Una due tre volte…. ………………………….E poi pensi ma forse non sto molto bene…….Â
Quante volte mi è accaduto senza comprenderne il motivo.
Un bel giorno qualcuno ti parla di vampiri energetici (io li chiamo zecche succiasangue rende meglio l’idea) e cominci a pensare …ma c’entrassero qualcosa.
Ho partecipato a svariati corsi di “consapevolezza ….autoconoscenza, mpa , i corsi del PG e chi più ne ha più ne metta…….†è tutto giusto ma se non ci sei realmente serve a nulla.
Ti hanno parlato degli effetti che possono provocare i condizionamenti e\o le esperienze vissute nell’infanzia e non solo, di quel preciso episodio che ti ha segnato in qualche maniera e non solo. Tante parole, parole parole tutte belle e giuste, ma tu pur comprendendole non vuoi realmente affrontare il problema e quindi scappi senza esserne cosciente e senza neanche capire il perché.
Ti fai prendere dal sonno in palestra, ti addormenti in macchina al ritorno della lezione, (fortunatamente senza conseguenze) ti fai  prendere gli attacchi d’ansia e d’angoscia all’idea di prepararti x andare a lezione, cos’ì decidi di mollare!
 Dopo più un anno, passato tra un corso ed un altro, un bel giorno apri internet e vedi le foto dell’ultimo incontro in sardegna,…. (ci sono delle cose che ti entrano nelle vene e non le puoi dimenticare…) e li ti scatta una molla “voglio tornareâ€,  mi piacerebbe proprio capire perché questa estate non sono voluta esserci!
Ti iscrivi di nuovo in palestra, vai all’intensivo , agli incontri all’Aquila…..e alla fine ti accorgi che qualcosa finalmente si sta muovendo.
“oggi affronteremo il tema: i condizionamenti subiti nell’infanzia â€,……… quante volte ne abbiamo parlato e durante la meditazione mi sono addormentata!….…. Stavolta no,  incontro la bambina che ero,…………. Ma appena finita la meditazione rimuovo tutto…come sempre del resto penso tra me e me, figurati!
Al rientro, la mia amica mi fa, che hai? Sei strana, quest’incontro ti ha stravolta!….. ……….
nooooo, non è vero che dici, è una tua impressione!
I giorni a seguire sono stata adir poco instabile, sbalzi d’umore improvvisi e imprevedibili, un dolore interno lacerante…. e non realizzavo……così attribuisco tutto al tempo, quando piove c’è tanta di quella elettricità in giro e come si sente, guarda me!,
E continuavo a domandarmi, come mai rimuovo sempre i miei ricordi di bambina chissà cos’e che proprio non voglio ricordare…….e intanto x buoni 10 gg sono stata uno schifo, avevo una stanchezza incredibile, mi sentivo come una batteria esaurita che non riesce più in nulla.
Lentamente ma molto lentamente sono ripartita, ma sottotono.
Altro incontro a l’Aquila: “le dinamiche nelle relazioniâ€
Risultato? ATTERRATA, completamente ko! “sotto un treno!â€
Anche li prima di riprendermi ce ne ho impiegato di tempo, ancora non ne sono completamente fuori. Le litigate che mi sono fatta e per motivi banali, ero diventata una furia intrattabile, piena di  rabbia, rancore,odio, desiderio di vendetta di tutto un po’.
Finalmente ho intravisto il capo di un incredibile groviglio che mi ha accompagnato/condizionato nella vita, e lo sapevo, ma “viverselo vivendolo†sulla propria pelle è altra faccenda..
Non posso dire di essermi vissuta un infanzia così felice, anche se i miei genitori a loro modo mi hanno voluto bene e dato tutto ciò che potevano!.
Primogenita, con genitori che entrambe lavoravano, trascorrevo le mie giornate gironzolando e giocando da sola in casa.
Nasce mia sorella, a tre anni  come puoi non aver provato un po’ di gelosia, del resto prima c’eri solo tu, ora non più.………ad un certo punto si scopre che è affetta da un grave deficit intellettivo. Potete immaginare cosa significa per un genitore questo. All’epoca avere un figlio portatore di handicap per di più psichico era vissuto ancora come una colpa grave, una vergogna, qualcosa da nascondere,(come molti hanno fatto tenendo segregato il loro “caro†magari legato ad un letto) la società li ghettizzava in “scuole speciali†tutti riuniti, non potevano turbare gli altri.
E’ ovvio che i miei genitori non hanno potuto far altro che prodigarsi in ogni modo per cercare di limitare i danni.
E io come posso averla vissuta questa storia?
Avevo si e no 8 anni, ed ero già abituata ad una educazione del tipo patriarcale (all’epoca era la norma) dove le regole erano:devi stare zitta, qualsiasi cosa volessi dire, per partito preso comunque non capisci nulla e non sei capace di fare nulla ( secondo loro questo era il miglior modo per spingerti a fare del tuo meglio) sei una femmina e quindi devi pensare alle faccende di casa, e non puoi scendere per strada a giocare,vuoi diventare una donna di strada? Non sono mai stata particolarmente remissiva, ma di fronte a certi metodi coercitivi, (all’epoca venivano usati anche nelle scuole, e considerati educativi le punizioni corporali tipo bacchettate sulle mani con il tagliacarte, inginocchiati sui ceci secchi dietro la lavagna etc etc etc) mi sono dovuta adattare.(sarebbe meglio dire sottomettere) Â
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Quindi io ero:
incapace,
non potevo capire,
una femmina  (essere inferiore) e per non trasformarmi in una donnaccia non potevo crescere insieme ai miei  coetanei,
nella vita devo imparare a fare di tutto (anche se non ne sarei mai stata capace di riuscire),
mi dovevo muovere e fare esattamente ciò che mi veniva detto e zitta,
e poi io ero normale che problemi avrei potuto avere?,  tua sorella, lei si che ha problemi, ci dobbiamo occupare di lei……(quindi non ho tempo di pensare a te, ho cose più importarti a cui dedicarmi).
Oggi nel rivedere queste cose a volte riesco a sorriderci, ma se penso come me le sono vissute…, della serie io non c’ero e chissà forse se non fossi esistita sarebbe stato meglio, e non dovevo creare altri problemi, avevano ben  altro a cui pensare, e non potevano perdere tempo con me.
MA IO ESISTEVO, E AVEVO TUTTO IL DIRITTO DI ESSERE UNA BAMBINA.
Ma pur di essere accettata, avere il loro affetto e non essere picchiata, una bambina che può fare? Â
Ebbene questo è stato ed è ancora il tema ricorrente nelle mie relazioni, ( in fase di revisione ormai )   Â
e non mi sono mai resa conto di quanto questo possa aver letteralmente INVALIDATO tutta la mia vita.
È spaventoso scoprire che ti sei  comportata come realmente fossi un incapace, assumendo atteggiamenti di una persona â€che non esiste, sta sempre buona in disparte, che è trasparente e non ti accorgi che c’è, che non si vede, (come mi è stato detto da uno di noi tempo fa) e non replica, chiede sempre scusa, non disturba, ha sempre timore di sbagliare qualcosa, se le dicono grazie non sempre risponde perché è dovere fare ciò che ha fatto, non e necessario che venga  ringraziata, apparendo anche maleducata o sorda,….. in questo contesto viene ovviamente presa di mira  da tutti coloro che non aspettano altro che trovare qualcuno sul quale affermare il proprio EGO !
“IO SONO, tu non (ci) sei!â€Â e pur di essere accettata…..approvata, avere il loro affetto, ti umili massacrandoti e poi ti chiedi pure ma perché non reagisco? .
Ovviamente ti ritrovi circondata da persone che scaricano su di te tutte le loro manie, i loro problemi, le loro frustrazioni,  e magari pretendono pure che ti sostituisci a loro per risolversi le loro limitazioni e tu non sai tenerli al loro posto non lo hai mai fatto, anzi non hai il diritto di farlo, devi solo tacere…..(mo basta però)
E tutto questo per ELEMOSINARE AMORE, del resto è ciò che ho imparato a fare da piccola!
Però io pure devo aver un modo per scaricare   tutto ciò che mi viene rovesciato addosso, e che faccio? Per gratificarmi un po’, o mi butto nello shopping ( se non sono in casa), oppure in maniera del tutto automatica, convinta di avere fame o di volermi concedere uno stuzzichino, apro il frigo e comincio ad ingurgitare cibo ……………. Quante volte l’ho fatto senza neanche rendermene conto!….come se non bastasse un bel giorno però il mio stomaco ha pensato bene di ribellarsi e sostanzialmente mi ha detto “a bella!la vuoi smette ?  Ma che niente niente pensi davvero de  potemme rovescià  addosso tutte le tue “frustrazioni†(cibo) e magari t’aspetti pure  che io sto qui bono bono e me digerisco pure tutto? Ma che te dice sto portapranzo? Ripiatei quello che m’ hai rovesciato addosso e lasciame  in paceâ€, cosi con lo stesso automatismo con il quale apri il frigo, ti riprendi tutto ciò che hai ingurgitato  e lo depositi in opportuna sede…………… la chiamano bulimia……
Il corpo come pure le malattie sono dei grandi maestri di vita, ma non siamo abituati ad ascoltarli…! Eppure il mio stomaco mi ha spiegato bene come dovevo fare….
Infine ti rendi conto che nella storia del brutto anatroccolo ci stai tutto, scopri di essere il cigno della storia e cominci a vedere intorno a te un infinità di “altri brutti anatroccoliâ€, fermamente conviti di essere solo tali,e vedi come le tue dinamiche si incastrano perfettamente con quelle degli altri anatroccoli, in fin dei conti ti sei solo visto diverso specchiandoti, ma non sei ancora in grado di uscirne fuori,il dolore che provi nel farlo è maggiore che restarci.
La tua vita ti appare spazzata e stravolta da un tornado, un uragano , non hai più le tue certezze e non accetti più di limitarti come hai sempre fatto, ma sei ancora vittima quasi inconsapevole di quei condizionamenti è come li avessi impressi nel dna. E ti convinci sempre di più che se non rimani in quella dinamica, e ogni giorno pezzetto per pezzetto cechi di demolirla non serve a nulla, puoi eliminare la persona ma tanto te se ne presenta un’altra poi!
Ancora più doloroso è accorgerti come le stesse dinamiche le riconosci nei comportamenti di tuo padre, oltre che nei tuoi comportamenti, e poi li scopri pure nei tuoi figli anche se in modi leggermente diversi nelle manifestazione esteriori, e poi scopri un altro pezzetto in te, e ancora negli altri . Ti dici ma come io, che ho giurato a me stessa che mai e poi mai avrei fatto in modo che i miei figli…………………, l’ho fatto senza neanche rendermene conto! Pazzesco!
Ed è pazzesco pure scoprire che ciò che vedi negli altri lo riconosci solo perché è un modo di essere tuo, gli altri ti stanno facendo da specchio,del resto come puoi riconoscere qualcosa che non hai già conosciuto?
e il tuo umore, le tue energie, i tuoi pensieri…..,  se ne vanno allegramente a spasso su e giù, a destra e a sinistra senza senso come su una giostra che non ha alcuna intenzione di fermarsi
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