10 ore di sonno in 4 giorni. La mente che fatica a star dietro le emozioni… finalmente! Le esperienze che si accalcano, fanno a spintoni tra loro, come la folla che è dinanzi questo Tempio… questa Cattedrale… questo Luogo dove perdersi nel profondo del proprio Io… per poi, forse, dimenticarsi di sé.

Tanti stranieri, giapponesi, italiani, tedeschi, inglesi, sud americani… un mondo che si raduna a vedere, annusare, ascoltare… qualcuno a sprofondare.
Lentamente con il mio bel backpack sulla schiena, con le mie scarpe oramai bucate, con il mio passo cadenzato, con gli occhi persi e con la mente che, ogni tanto, rimaneva in silenzio perché non riusciva più a dir nulla… mi avvicino al portone.
Ho sempre avuto una devozione per due luoghi su questa Terra. I soli due luoghi, per ora, che mi fanno sentire a casa. E’ una sensazione molto particolare, chi la prova mi comprenderà . Quando rientri in questi luoghi è come se ti accogliessero a braccia aperte, è come se ti stessero aspettando, è come quando una mamma rimbocca le coperte al figlio stanco dal tanto giocare. Ti senti ristorato non appena vi ci metti piede. Uno di questi due luoghi è la Cattedrale gotica di Notre Dame de Paris.
Passo attraverso il portone e sono a casa. Bello. So che sta per cominciare una messa. Mi scelgo un posticino e mi siedo. Desidero meditare, è una cosa che non faccio da tempo a Notre Dame. La meditazione in questo luogo, per me, è facilitata, entro nel silenzio quasi immediatamente.
D’improvviso un suono potente, il grande organo della cattedrale ha emesso il suo Benvenuto e di seguito una voce chiara, forte, potente ed estremamente femminile ha cominciato a cantare, subito seguita da un coro di voci argentine.

Non ero più lì, o meglio, ero lì ma non ero più lì in quel tempo! Nello stesso istante in cui il canto è iniziato ho inalato un forte odore di cavallo, ho sentito la prossimità di contadini ed il prete parlava… ma non più in francese. E’ stata un’esperienza fortissima, entravo ed uscivo da questo stato ogni qual volta v’era una parte della messa cantata. Sentivo, di tanto in tanto la disapprovazione della gente attorno a me, ma non mi interessava nulla.
Sono stato in questo stato fino alla fine della messa cantata. E’ stato un dono (molto ben accetto in verità )
Sono stato lì fin quando tutto si è placato. Sono uscito dal portone principale che ridevo da solo.
Sono uscito e questa statua mi ha colpito. Non vi so dire perché, ma so che sono rimasto ad osservarla per tanto. Ho sentito qualcosa. L’ho percepita vicina… non vi so dire. Ma mi ha colpito fortissimamente.

Successivamente sono andato ad una creperie, continuando a ridere, e il ragazzo che mi ha preparato le due più buone crepes che abbia assaggiato, rideva con me.
Che bello! Che esperienza. Un abbraccio francese a tutti.
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